Prete truffa 2 milioni alla Regione Puglia: arrestato don Laddaga, indagato Vendola

Bari

Prete truffa 2 milioni alla Regione Puglia: arrestato don Laddaga, indagato Vendola

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Bari – Gli amministratori della Colonia hanseniana «Opera Pia» dell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) sono stati arrestati dalla guardia di finanza. Si tratta di don Mimmo Laddaga e Saverio Vavalle. Otto sono gli indagati. Tra questi figurano il Governatore della Regione Puglia Nichi Vendola e il vescovo di Altamura Mario Paciello. Vendola – riporta il Corriere del Mezzogiorno – è indagato per la transazione da 45 milioni non conclusa tra Regione Puglia e l’ospedale «Miulli» di Acquaviva delle Fonti. I reati ipotizzati dalla procura di Bari sono abuso d’ufficio, peculato e falso.

La guardia di finanza ha accertato che

“nei bilanci della Colonia sono state inserite voci di costo insussistenti al fine di rappresentare contabilmente l’utilizzazione totale (anche in eccedenza) dei fondi assegnati dalla Regione per il finanziamento della spesa sostenuta per la gestione della struttura pari ad euro 6 milioni fino al 2009, la cui entità veniva stabilita nei Documenti di Indirizzo Economico Funzionale annualmente approvati dalla Giunta Regionale, onde ottenere il rimborso di spese superiori a quelle realmente sostenute.

Tra le spese di cui è stato chiesto il rimborso figura anche l’acquisto di uno strumento chirurgico il cui costo è risultato essere cento volte superiore al valore reale, ovvero l’acquisto di derrate alimentari in quantità esorbitanti il reale fabbisogno degli utenti e qualitativamente incompatibili con le esigenze nutrizionali dei fruitori del servizio”.

Per 29 pazienti erano impiegati 6 medici, 23 infermieri, un fisioterapista, 17 addetti alle pulizie, tre autisti, un calderista, tre amministrativi, sei centralinisti, un elettricista, quattro addetti di lavanderia, un calzolaio, una sarta, un parrucchiere, un barbiere, tre suore lavoratrici, un parroco a stipendio e sei cuochi che avrebbero dovuto preparare pasti per 600 persone ma, in realtà, i pasti che preparavano erano una quindicina. I pm sottolineano venivano ordinati ai fornitori quantitativi di cibo pro-capite giornalieri assolutamente proporzionati: 700 grammi di pane, 1,4 kg di frutta, 500 grammi di latte per la colazione, tra pasta e riso 360 grammi, 1,7 kg di verdure.

In particolare, nel 2007, per i pochi degenti sono state ordinati per la colazione 243 chili di biscotti e 150 chili di confettura.

Fonti della guardia di finanza riferiscono che gli arrestati hanno

ottenuto il rimborso di fatture per l’esecuzione di lavori edilizi di manutenzione straordinaria della struttura sanitaria senza la preventiva autorizzazione della Regione Puglia, proprietaria dell’immobile, certificando la regolare esecuzione dei lavori nonostante gli stessi fossero qualitativamente e quantitativamente non corrispondenti alle offerte-preventivo presentate dalla ditta esecutrice con sede in Acquaviva delle Fonti. La quantificazione della somme conseguite a titolo di profitto ha determinato, ai fini dell’eventuale successiva confisca per equivalente prevista dalla legge, il sequestro preventivo di 25 immobili e 11 fondi rustici ubicati nelle province di Bari e Taranto riconducibili agli indagati ed all’Ente ecclesiastico, per un valore complessivo di 2.070.407. Con il servizio odierno, viene ancora una volta confermata l’attenzione costantemente rivolta dalla guardia di finanza alla tutela della spesa pubblica che ha consentito di accertare, per la corrente annualità, la illecita percezione di finanziamenti per un importo pari ad oltre 28 milioni di euro.

Risultano inoltre indagati Giovanni e Francesco Romano, padre e figlio di 76 e 41 anni, titolari della ditta Edil.San e Global Services srl, Donatoantonio Buttiglione di 59 anni, Donato Antonio Gatti di 70, Vito Giordani, di 55 anni, Saverio Antonio Resta di 61, tutti di Gioia del Colle (Bari), Nicola Martellotta di 55 anni e Giovanni Pietroforte di 56 anni, entrambi di Acquaviva delle Fonti.

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