Rimborsi alle Province: soldi spesi per tablet, giardino di casa e viaggi

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Rimborsi alle Province: soldi spesi per tablet, giardino di casa e viaggi

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Sono 107 le Province, circa la metà di queste è destinata a scomparire (si spera). Molte di queste non brillano certo per buona gestione. L’ammontare dei trasferimenti ai gruppi è di una ventina di miliardi. Una cifra che dà l’idea di quanto costino al contribuente queste istituzioni di cui, tutto sommato, se ne può fare a meno nella gran parte dei casi. Venti miliardi, denaro che dovrebbe servire alle attività istituzionali dei consiglieri. Non si può non parlare di scandalo quando si pensa ai rimborsi. In Abruzzo, per esempio, “Il Centro” denuncia che nel mese di aprile i consiglieri si sono spartiti 8.425,00 euro per spese di viaggio. Di questi, 2000 euro sono andati in busta paga al Presidente Giorgio De Luca, che fa 37 km per andare da casa alla Regione e tornare. E vero che la benzina costa, ma 2000,00 euro sembrano eccessivi. A Treviso i consiglieri hanno avuto un rimborso spese per i viaggi pari a 117mila euro nel giro di un anno.

Floriano Zambon (Pdl), vicepresidente della Provincia di Treviso – riporta Repubblica – per il solo mese di marzo 2011, ha presentato spese per trasferimenti pari a 5.308 euro. Secondo i calcoli del Pd Zambini per accumulare tali spese sarebbe dovuto andare in regione e tornare a casa per 32 giorni (marzo ha 31 giorni). Eugenio D’Orsi, presidente della Provincia di Agrigento, deve rispondere dell’accusa di peculato per aver fatto impiantare nel giardino di casa sua 40 palme del valore di 150 euro ciascuna. Denaro pagato con il denaro della Provincia. I consiglieri di Siracusa si sono regalati per dicembre 19 tablet. Insomma, parlare di rimborsi sembra davvero inappropriato. Le azioni di questi signori, moltiplicate per decenni, danno la misura del disastro economico provocato ai cittadini e spiegano, almeno in parte, perché l’Italia è in cattive acque. Fiorito è solo l’ultimo della lista e, potete starne certi, presto ne verranno fuori altri come lui.

Vincenzo Borriello

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