Scontri a Catania per la chiusura della Festa dell’Unità: le accuse degli organizzatori COMMENTA  

Scontri a Catania per la chiusura della Festa dell’Unità: le accuse degli organizzatori COMMENTA  

Festa dell'Unità

Proteste e scontri nel corso della visita a Catania di Renzi per la chiusura della Festa dell’Unità, città militarizzata.

La manifestazione pacifica organizzata contro la visita di Matteo Renzi a Catania in occasione della chiusura della Festa dell’Unità ha avuto un epilogo violento tale da sfiorare la tragedia. Il corteo, che ha preso il via in ritardo anche per il mancato arrivo di alcuni pullman provenienti da Palermo si è mosso dalla Piazza Iolanda dispiegandosi per il Corso Umberto.


Nel corso della manifestazione, una ventina di persone che all’interno degli zaini portavano con se caschi e cappucci neri avrebbero cercato, secondo quanto sostenuto dalle forze dell’ordine, lo scontro forzando il posto di blocco fissato all’imbocco di Villa Bellini, dove si è svolto l’intervento di Renzi alla Festa dell’Unità. Approfittando di fumogeni che coprivano la vista, si sarebbero attrezzati di caschi e cappucci per cercare lo scontro con le forze dell’ordine.


La versione degli organizzatori sugli scontri

Gli scontri sarebbero avvenuti attorno alle 19 quando ormai Renzi aveva lasciato Villa Bellini. Sono volati caschi, ombrelli, bottiglie di vetro mentre un petardo ha indotto la folla a disperdersi in preda al panico.

Due persone, poi rilasciate dopo l’intervento del ‘legal team’, sono state fermate e portate in Questura. Gli organizzatori della manifestazione hanno fornito una versione diversa dei fatti.

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Dalle pagine facebook promossa dagli organizzatori della protesta, gli stessi contestano alle forze dell’ordine di avere provocato gli scontri. ‘L’unica violenza che abbiamo visto è stata quella del PD: militarizzazione ed occupazione del centro di Catania contro il volere della città‘.

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