Veronica Panarello: 30 anni per l’omicidio di Loris

Cronaca

Veronica Panarello: 30 anni per l’omicidio di Loris

L’arrivo della sentenza per Veronica Panarello

Dopo una giornata intera dedicata agli ultimi sviluppi del processo, poco fa è arrivata la sentenza, emessa dal Gup di Ragusa Andrea Reale, per il caso di omicidio del piccolo Loris da parte di Veronica Panarello

Come ormai tristemente noto, il processo vedeva imputata Veronica Panarello, la madre del bambino ucciso. Veronica è stata condannata a 30 anni di reclusione, con una sentenza arrivata a conclusione del processo con rito abbreviato, condizionato da una perizia psichiatrica.

Per la donna erano stati chiesti proprio 30 anni dalla Procura: l’accusa era di aver strangolato il bimbo utilizzando una fascetta di plastica. L’omicidio sarebbe avvenuto proprio nella casa nella quale i due vivevano, a Santa Croce Camerina. L’omicidio è avvenuto il 29 novembre 2014 e dopo aver ucciso Loris, la madre ne avrebbe occultato il cadavere gettando il suo corpicino in un canalone. La sentenza è arrivata dopo la riunione dei giudici in camera di consiglio, a conclusione dell’odierna udienza; la si attendeva per il tardo pomeriggio di oggi o in mattinata, domani, ma è stata comunicata poco fa.

La perizia psichiatrica

Veronica è stata sottoposta ad una perizia psichiatrica, sotto richiesta della difesa. La sue personalità è stata definita “borderline”. La donna avrebbe già avuto problemi in precedenza, sembra legati al suo controverso rapporto con la famiglia. Nel 2004 era stata ricoverata a seguito di un presunto tentativo di suicidio, la sua personalità è stata definita come disarmonica.

Particolarmente interessanti sembrano esser i disegni che le sono stati richiesti durante la perizia. Il primo raffigura un matrimonio tra una donna venticinquenne, probabilmente lei stessa, e uno sposo senza nome. Lo sposo ha una cravatta molto ben definita che dovrebbe sottolinearne la virilità. Segno comune ai due sono i loro occhi di dimensioni enormi.

Successivamente le è stato chiesto di raffigurare la sua famiglia. Veronica Panarello ha qui avuto un momento di esitazione. L’agitazione l’avrebbe portata a disegnare se stessa e i suoi familiari dimenticando il suo bambino più piccolo. La donna si è però ripresa, e ha simulato la presenza del piccolo raffigurando se stessa con un pancione, simbolo della gravidanza.

In definitiva è stato accurato che, nel momento dell’omicidio del piccolo Loris, veronica fosse nella totale capacità di intendere e di volere.

Opinioni sul caso

Giudicare in situazioni di questo genere è sempre impossibile, ma questo caso ha sicuramente mobilitato l’opinione pubblica. L’omicidio è sicuramente feroce, e sempre più casi di questo genere avvengono continuamente. Ciò che si cerca di capire è cosa spinga queste madri a compiere gesti efferati nei confronti dei propri figli. Inoltre la donna, dopo aver smentito di esser innocente, ha cercato di coinvolgere suo suocero nell’omicidio di Loris.

Arrivati a questo punto è però possibile credere a questa donna? Sarà vero che anche il suocero ha partecipato all’omicidio del bambino e al suo successivo occultamento? Si ritiene davvero necessaria la sfiducia verso tutti i componenti della propria famiglia per poter sopravvivere in questo mondo?

Sicuramente è necessario un ritorno ai tempi passati, in cui l’unione della famiglia permetteva di superare ogni ostacolo.

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