Solo quattro giorni di carcere per una bottiglia rotta…in testa COMMENTA  

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Vincenzo Di Cosola, nipote del boss di Ceglie del Campo nei prassi di Bari è tornato in libertà solo dopo quattro giorni. Arrestato lo scorso 19 dicembre per aver frantumato una bottiglia di vetro sulla testa di una ragazza di 30 anni, Armida Mancini è tornato in libertà. Il ragazzo era stato accusato dal pm Chiara Giordano di aver palpeggiato la giovane donna, all’interno della celebre discoteca barese Gorgeous; Armida, opponendosi avrebbe ricevuto un colpo sul viso con una bottiglia di spumante che  le ha fracassato la testa causandole cinquanta punti di sutura e e una operazione chirurgica delicata. Il fatto è avvenuto lo scorso 3 dicembre.  Oggi il pm Mario Guida ha disposto gli arresti domiciliari, solo dopo quattro giorni di detenzione, per il nipote del boss che durante il processo ha negato di aver palpeggiato  e avanzato pretese sessuali su Armida, ma che l’ha “solo” aggredita per un litigio avvenuto già la settimana precedente. La lite si è prolungata, poi fino al 3 dicembre generando la rabbia.Nell’attesa di trovare le giuste cause Armida ha subito, secondo referto medico una paresi dell’emisfero frontale sinistro, le è stato reciso il nervo del sopracciglio che non le farà sbattere mai più l’occhio.


Dell’episodio di violenza ne parla anche il sindaco Emiliano che richiama ad un maggior controllo della sicurezza dei locali e soprattutto occorre indagare sulla loro gestione, spesso sotto le mani dei clan.


Quattro giorni in carcere basteranno mai per far capire che per una presunta palpata si è rovinati la vita, in questo caso, solo della vittima? Già, perchè la punizione per Vincenzo vale più di un…regalo sotto l’albero.

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