Sondaggi referendum 4 dicembre, ecco la situazione
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Sondaggi referendum 4 dicembre, ecco la situazione

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A pochi giorni dal voto, ecco la situazione dei sondaggi relativi al referendum del 4 dicembre. Sì e no in equilibrio, ma l’esito è nelle mani degli indecisi.

Mancano ormai pochissimi giorni al voto sulla riforma costituzionale e i sondaggi sul referendum del 4 dicembre continuano a fornire un quadro in cui la popolazione italiana è divisa fra il sì e il no in maniera abbastanza uniforme. Ancora molto alta la quota degli indecisi, che saranno il vero ago della bilancia.

Anche i vip si schierano

Come accaduto anche in occasione del referendum sulla Brexit e con le presidenziali USA 2016, anche il mondo dei vip ha preso posizione. Sono a favore del sì, fra gli altri, Paolo Sorrentino, Andrea Bocelli, Roberto Bolle, Stefano Accorsi, Cristina Comencini, Michele Placido, Marco Tardelli e Luca Zingaretti. Per il no si sono invece dichiarati Sabina Guzzanti, Piero Pelù, Paolo Rossi, Erri De Luca, Maurizio Costanzo e Piergiorgio Odifreddi.

Il panorama politico vede in questo momento un leggero calo da parte del Movimento 5 Stelle, mentre il Partito Democratico sta recuperando qualcosa.

La tendenza appare senz’altro significativa in vista del voto di domenica, ma occorre usare la massima prudenza. Negli ultimi tempi, la consultazione referendaria si è imposta all’attenzione pubblica in forma molto diversa rispetto a quella iniziale: da voto pro o contro Renzi si è infatti trasformata in vera e propria votazione sulla riforma della Costituzione. Per questa ragione, il ritrovato gradimento nei confronti del PD potrebbe non significare per forza di cosa una rimonta del sì.

Ancora alta la percentuale di indecisi

Nel caso, sarebbe comunque corretto parlare di rimonta perché le ultime rilevazioni ufficiali (risalenti al 18 novembre) assegnavano al fronte del no il 52,5% dei consensi, con il sì fermo al 47,5%. Un gap sembrato subito molto difficile da colmare a circa tre settimane dal voto. Al tempo, Antonio Noto di Ipr Marketing aveva però spiegato che c’era “un 20% di elettorato che non ha ancora deciso cosa votare e, soprattutto, se andare a votare”.

Evidente che si trattava – e con ogni probabilità si tratta tuttora – di una percentuale elevatissima di persone ancora non schierate e che, se si recheranno ai seggi, decideranno di fatto l’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre.

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