Squadra antimafia rifornita dai boss, scattano gli arresti COMMENTA  

Squadra antimafia rifornita dai boss, scattano gli arresti COMMENTA  

Meglio essere mafioso che avere le corna. La battuta è di Saverio Romano, ex ministro dell’agricoltura, ad una puntata della Zanzara ma a vedere quanto successo stamattina, anche avere l’amante può avere i suoi rischi. Ne sa qualcosa Calogero Lo Presti, boss del clan di Portanuova che era riuscito ad accaparrarsi la gestione della fornitura dei pasti della troupe della Taodue che a Palermo gira la nota fiction Squadra Antimafia.asf A quanto pare, Simona Cavallari alias il commissario Mares, tra un ciak e l’altro mangiava un panino offertogli dai boss locali. safLa soffiata è arrivata al procuratore aggiunto Ignazio De Francisci e ai sostituti Maurizio Agnello, Caterina Malagoli e Francesca Mazzocco grazie all’amante di Gaspare Parisi, costituitasi alle forze dell’ordine dopo che che i boss hanno chiesto conto e ragione di alcuni incassi sul pizzo fatti sparire dalle casse della famiglia mafiosa. safasfL’indagine è il naturale proseguimento dell’operazione “Araba Fenice” che portò alla distruzione di una nuova cupola mafiosa che cercava di ricostruirsi. Dall’indagine emergono anche i contatti con un dipendente del comune che segnalava tutte le gare d’appalto pubbliche prima ancora della loro pubblicazione nella gazzetta ufficiale, dando modo alle famiglie mafiose di organizzarsi per tempo.


La soluzione al delitto Fragalà?
Tra le varie indicazioni fornite agli inquirenti, Monica Vitale ha indicato la sua versione dei fatti sul delitto Fragalà, un noto avvocato ucciso il 23 febbraio 2010 proprio davanti il Palazzo di Giustizia dove lavorava. Stando alla sua ricostruzione, la pentita sostiene di aver saputo dal suo amante che il boss di Porta Nuova, l’attuale reggente del mandamento, Tommaso Di Giovanni, anche lui finito in manette questa notte, con l’accusa di associazione mafiosa è tra i responsabili. Enzo Fragalà avrebbe pagato per un comportamento ritenuto poco rispettoso nei confronti della moglie di un suo cliente detenuto per furto. A conferma di questa versione nei giorni scorsi “spifferi” riferivano di vere e proprie avances fatte alla signora mentre il marito e cliente di Fragalà era in cella. Da lì, si sarebbe innescata una catena di lamentele, giunte poi all’orecchio del capomafia, che avrebbe ordinato una punizione esemplare.


Gli arrestati
Con Lo Presti e Di Giovanni, i carabinieri guidati dal tenente colonnello Paolo Piccinelli e dal maggiore Antonio Coppola hanno arrestato anche Antonino Zarcone, Nicolò Milano, Vincenzo Coniglio, Giuseppe Di Marco, Antonino Lo Iacono, Gabriele Buccheri, Maurizio Pecoraro, Daniele Lauria, Agostino Catalano, Rodolfo Allicate, Francesco Paolo Putano, Giuseppe Auteri, Giovanni Giammona, Giovanni Lo Giudice, Domenico Marino, Matteo Rovetto, Salvatore Sampino, Giusppe Giustino Rizzo, Fabrizio e Giovanni Toscano.

Milano ha tentato di fuggire, lanciandosi dalla tromba delle scale: si è fratturato le gambe e un braccio, adesso ricoverato all’ospedale Civico, sotto scorta.

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Dottore in Giornalismo per uffici stampa, blogger dal 2005, a breve giornalista pubblicista, si interessa di tutto. Ma anche di più. Lo trovate sempre in giro per Palermo.

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