Strage in Puglia, le storie normali delle vittime

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Strage in Puglia, le storie normali delle vittime

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Strage in Puglia, ecco le storie di alcune delle vittime identificate. Il lavoro dei soccorritori e dei medici intanto procede.

Storie normali, storie di gente e di problemi e di famiglie. I pendolari dei due treni erano persone comuni nel posto sbagliato al momento sbagliato, ognuna con la sua strada. Non abbiamo ancora i nomi di tutte le vittime della strage in Puglia, ma possiamo ricordare per un momento quelli che i parenti sono riusciti a riconoscere. Un’ennesima strage ferroviaria consumata in Italia e che entrerà di rigone tra i disastri ferroviari più gravi avvenuti negli ultimi anni.

Fulvio Schinzari, il poliziotto rock

Fulvio era un poliziotto atipico, un amante del rock classico alla Dire Straits e Pat Metheny. Sempre con la chitarra in braccio e la sigaretta in bocca, quella mattina stava tornando in questura per riprendere il servizio. Il vicequestore riempiva con la musica tutti i momenti in cui era in borghese. L’ex avvocato aveva perfino fondato la prima radio libera della zona, Radio Antenna Adriatica.

Jolanda Inchingolo, la sposa

L’hanno riconosciuta dall’anello al dito. Jolanda era giovane, 25 anni, e aveva un piano preciso. Doveva sposarsi con Marco, il ragazzo che ieri si aggirava disperato nei pressi dell’obitorio. La ragazza si stava recando a Bari proprio per passare un po’ di tempo con il suo futuro sposo. I due erano grandi viaggiatori, e amavano la Francia. Jolanda non vedeva l’ora di diventare madre.

Giuseppe Acquaviva, il contadino a piedi

Giuseppe amava i campi, ed è stata questa la sua sfortuna. Non era nemmeno su uno dei treni quella mattina: stava camminando per gli uliveti, passeggiando, senza pensare cosa sarebbe successo di li a poco su quella ferrovia che vedeva ogni giorno. Quando i due treni si sono scontrati, lui era li vicino. È stato travolto dai detriti e dai frammenti di lamiera, ed è morto in ospedale qualche ora dopo. Una vittima della strage in Puglia che non c’entrava nulla.

I nonni e i nipotini

Due generazioni diverse che vengono coinvolte. Enrico Castellano era un bancario in pensione, che aveva passato la vita a lavorare a Torino. Era tornato al Sud proprio quel giorno, per festeggiare il compleanno del nipotino adesso che la pensione gli dava il tempo di viaggiare. Donata il nipotino l’aveva già raggiunto, e lo stava riportando a Milano dai genitori dopo le vacanze. Teneva il bambino di 6 anni in braccio quando c’è stato lo scontro. Il piccolo è sopravvissuto, ma della nonna ancora nessuna traccia.

Per aiutare chi è sopravvissuto è corsa ai centri AVIS da parte di tutti i pugliesi per donare il sangue.

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