Terrorismo e attentati Isis: “È la profezia di Oriana Fallaci sull’Islam”

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Terrorismo e attentati Isis: “È la profezia di Oriana Fallaci sull’Islam”

Terrorismo e attentati Isis: “È la profezia di Oriana Fallaci sull’Islam”
Terrorismo e attentati Isis: “È la profezia di Oriana Fallaci sull’Islam”

Terrorismo e attentati Isis: “È la profezia di Oriana Fallaci sull’Islam”

Dopo gli attentati di Parigi ed i recenti di Bruxelles ritornano sul web, tra l’indignazione e lo sgomento le parole di Oriana Fallaci “Parigi è persa: qui l’odio per gli infedeli, è sovrano e gli imam vogliono sovvertire le leggi laiche in favore della sharia”. Questa è solamente una delle tante frasi o profezie di Oriana Fallaci sull’Islam che oggi si leggono in giro sul web, soprattutto sui social come Facebook e Twitter.

Nel libro “La forza della ragione” anno 2001 , secondo libro del La Trilogia di Oriana Fallaci si legge : “Illudersi che esista un Islam buono e un Islam cattivo ossia non capire che esiste un Islam e basta, che tutto l’Islam è uno stagno e che di questo passo finiamo con l’affogar dentro lo stagno, è contro Ragione. Non difendere il proprio territorio, la propria casa, i propri figli, la propria dignità, la propria essenza, è contro Ragione.

Accettare passivamente le sciocche o ciniche menzogne che ci vengono somministrate come l’arsenico nella minestra è contro Ragione. Assuefarsi, rassegnarsi, arrendersi per viltà o per pigrizia è contro Ragione. Morire di sete e di solitudine in un deserto sul quale il Sole di Allah brilla al posto del Sol dell’Avvenir è contro Ragione. E contro Ragione anche sperare che l’incendio si spenga da sé grazie a un temporale o a un miracolo della Madonna”.

Nel libro “La rabbia e l’orgoglio”, il primo invece della trilogia che ha riscosso uno straordinario successo arrivando alla ventottesima ristampa la Fallaci scrive :”Intimiditi come siete dalla paura d’andar contro corrente cioè d’apparire razzisti (parola oltretutto impropria perché il discorso non è su una razza, è su una religione), non capite o non volete capire che qui è in atto una Crociata alla rovescia. Abituati come siete al doppio gioco, accecati come siete dalla miopia, non capite o non volete capire che qui è in atto una guerra di religione.

Una guerra che essi chiamano Jihad. Guerra Santa. Una guerra che non mira alla conquista del nostro territorio, forse, ma che certamente mira alla conquista delle nostre anime. Alla scomparsa della nostra libertà e della nostra civiltà. All’annientamento del nostro modo di vivere e di morire, del nostro modo di pregare o non pregare, del nostro modo di mangiare e bere e vestirci e divertirci e informarci. Non capite o non volete capire che se non ci si oppone, se non ci si difende, se non si combatte, la Jihad vincerà”.

La Fallaci si è spinta anche oltre, quando i giornalisti chiedevano dell’ Italia e di un possibile attacco al nostro paese “ Una strage in Italia? La strage toccherà davvero anche a noi, la prossima volta toccherà davvero a noi? Oh, sì. Non ne ho il minimo dubbio. Non l’ho mai avuto. E aggiungo: non ci hanno ancora attaccato in quanto avevano bisogno della landing-zone, della testa di ponte, del comodo avamposto che si chiama Italia.

Comodo geograficamente perché è il più vicino al Medio Oriente e all’Africa cioè ai Paesi che forniscono il grosso della truppa. Ma presto si scateneranno. Molti italiani non ci credono ancora. Si comportano come i bambini per cui la parola Morte non ha alcun significato.”

Questi sono alcuni testi riportati interamente da interviste e libri della scrittrice Oriana Fallaci, scritti che risalgono al 2001 all’indomani dell’11 Settembre, dopo l’attacco alle Torri Gemelle. Parole scritte con rabbia e con l’intensità di cui solo lei era capace, ma anche con coraggio. Un coraggio che dette fastidio a chi preferiva non intendere le sue ragioni e che comunque non devono creare alcun tipo di allarmismo.

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