Usa 2016: come potrebbe complicarsi la situazione per Hillary Clinton

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Usa 2016: come potrebbe complicarsi la situazione per Hillary Clinton

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Riaperte le indagini sulle email di Hillary Clinton quando era Segretario di Stato. 650 mila documenti da controllare. Peggio del Watergate, secondo Trump.

A circa una settimana dal voto, previsto il prossimo 8 novembre, Hillary Clinton rischia di finire travolta dallo scandalo dell’email gate. Mai sopito del tutto, il problema dei messaggi di posta elettronica scambiati tramite un server non istituzionale dalla candidata democratica quando ricopriva il ruolo di Segretario di Stato potrebbe trasformarsi nel colpo di scena di questa campagna elettorale.

“E’ imperativo che l’FBI spieghi” si è affrettata a commentare la diretta interessata, “il popolo americano merita i fatti al completo, immediatamente”. La notizia della riapertura delle indagini dal parte del Bureau ha regalato a Donald Trump un momento positivo proprio quando le sue possibilità di vittoria si apprestavano a diventare quasi nulle. Secondo il tycoon, l’email gate “è il più grande scandalo politico dai tempi del Watergate” e per questo Hillary Clinton non dovrebbe neppure essere candidata.

650 mila nuovi documenti da analizzare.

Quasi impossibile concludere entro l’8 novembre

La questione ruota attorno a un gruppo di nuove email (al momento si parla di circa 650 mila documenti) reperite dall’FBI all’interno del computer di Anthony Weiner, ex marito dell’assistente personale di Hillary Clinton, Huma Abedin. Non è chiaro se il materiale possa ritenersi “significativo”, come ha detto il direttore dell’FBI James Corney, e proprio per questo alla candidata democratica non resta che sperare in un rapido chiarimento della situazione. Vista la mole di lavoro da svolgere, però, sembra al momento molto improbabile la conclusione entro il giorno del voto.

Proprio nel momento in cui la vittoria finale sembrava certa, Hillary Clinton è stata colpita nel suo punto debole: l’affidabilità. Che le email siano o meno importanti (cioè se contengano informazioni riservate e quindi il loro scambio per vie non protette potrebbe avere messo in pericolo la sicurezza nazionale) potrebbe rivelarsi un problema secondario. Il problema vero potrebbe essere l’avere ancora una volta svelato la grande debolezza di Hillary Clinton nel gestire incarichi di primo piano e nello scegliere i collaboratori (Weiner è coinvolto in un’inchiesta per avere fatto sexting con una quindicenne). A una settimana dal voto, questo potrebbe essere sufficiente per spingere gli indecisi a votare Trump.

Parità nei sondaggi, accuse all’FBI e il giallo delle email in un computer in cui non dovrebbero esserci

Secondo gli ultimi sondaggi, il 63% degli elettori non si dichiara intenzionato a cambiare il proprio candidato dopo la riapertura delle indagini, mentre più del 30% si dichiara meno incline a votare per Hillary Clinton.

A livello nazionale, le attuali proiezioni assegnano il 46% delle preferenze alla candidata democratica e il 45% a Donald Trump: una situazione di sostanziale parità ben diversa da quella di qualche giorno fa.

Nel frattempo è emersa l’indiscrezione (a riportarla è stato il Washington Post) secondo la quale l’FBI sarebbe stata a conoscenza delle email già da un mese. Il direttore James Corney avrebbe atteso troppo a lungo, muovendosi con una tempistica che in ambiente democratico è giudicata sospetta.

In aggiunta, c’è il giallo relativo al perché le email si trovino nel computer di Anthony Weiner. Il dispositivo è stato sequestrato nell’ambito delle indagini relative al sexting, ma l’ex moglie Huma Abedin ha dichiarato di non averlo mai utilizzato con regolarità.

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