Visita in California, ma in Veneto

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Visita in California, ma in Veneto

Parco Nazionale delle Dolomiti bellunesi. Valle del Mis. Zona difficile, dove la montagna è vera montagna, con tutto il fascino e il pericolo del caso. Alla fine del sentiero che parte dal ponte Titele si può prendere per un altro sentiero, che attraversa un altro ponte sulla cui stabilità si potrebbe ragionare molto e, dopo un certo cammino, si arriva alla California.

La California del Veneto

Niente western però. È la California del bellunese e, ad oggi, non è che un agglomerato di case abbandonate, alcune delle quali semi distrutte, in parte invase dal terreno o dalla vegetazione. Un tempo, però, California era un luogo vivo e animato. Un tempo, e cioè prima dell’alluvione del 1966.

Il borgo nacque perché la zona era popolata di miniere di mercurio. L’attività estrattiva, verso la fine dell’Ottocento, era fiorente e all’avanguardia anche dal punto di vista tecnologico. Nulla da invidiare agli americani, insomma, con la differenza che laggiù si cercava soprattutto l’oro. Per similitudine con le avventure d’oltre oceano, e forse anche perché il fondatore era tornato proprio dall’America, fu costruita un’osteria chiamata proprio “Alla California”. Attorno, si sviluppò un piccolo villaggio che rimase popolato anche quando le miniere di esaurirono.

L’alluvione del 1966

L’osteria si trasformò in un albergo, allora, le case diventarono anche più grandi. I nazisti, durante la Seconda Guerra Mondiale, diedero fuoco a tutto, per rappresaglia, e tutto fu ricostruito più bello di prima. Nulla sembrava poter scoraggiare quegli abitanti, abituati al tempo capriccioso e alle minacce della montagna. Nulla, almeno fino al 4 novembre del 1966, quando una terribile alluvione spazzò via il borgo di California. In quel giorno, la natura diede un responso inappellabile, chiarendo che in quel posto si poteva abitare solo assumendosi una fortissima dose di rischio. Una dose inaccettabile, in realtà, e, da allora, nessuno ha più abitato il borgo.

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