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A Putin credono 83 russi su cento e “se sapessero delle violenze gli darebbero ragione”

Il sondaggio: a Putin credono 83 russi su cento e “se sapessero delle violenze gli darebbero ragione e che la Russia sta facendo bene a comportarsi così”

Vladimir Putin

Il direttore del dipartimento socioculturale del Levada Center Alexey Levinson lo ha detto molto chiaramente al Corriere della Sera: a Vladimir Putin credono 83 russi su cento e “se sapessero delle violenze gli darebbero ragione”. Il responsabile dell’ultimo istituto demoscopico indipendente della Russia già inserito nel 2016 fra gli “agenti stranieri” ha spiegato che malgrado stragi come quelle di Bucha il consenso di Vladimir Putin viaggia intorno all’83%.

Con Vladimir Putin 83 russi su cento

Con queste specifiche: il 53% sostiene “decisamente” la guerra in Ucraina, il 28% “abbastanza”; per il 43% la guerra serve a “proteggere i russi delle repubbliche autonome”, per il 25% è una “guerra di difesa”, per il 21% “combatte il nazionalismo”. La parola “guerra” in Russia è vietata per legge, “ma i russi lo sanno ormai benissimo che si sta combattendo”.

L’operazione speciale “giusta”

Poi c’è un altro dato: quello dei cittadini ignari dei crimini di guerra: “Un’altra legge impedisce di diffondere foto come quelle di Bucha, che stanno sconvolgendo l’Occidente, perché sarebbero ‘vilipendio alle forze armate’. Ma anche se lo sapessero, penserebbero che la Russia ha ragione di comportarsi così”. Perché? “Quando ci sono pressioni governative sulle opinioni, come oggi in Russia, aumentano le risposte ‘non sa, non risponde’ che in genere significa ‘risponderei, ma ho paura’.

In questo caso no. Molte persone sembrano aver aderito convintamente alla versione diffusa dalla propaganda, e rispondono orgogliose a favore della cosiddetta operazione militare”.

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