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Accise mobili in discussione: come potrebbero influenzare i prezzi dei carburanti

Accise mobili in discussione: come potrebbero influenzare i prezzi dei carburanti

Il governo italiano sta esplorando l'uso delle accise mobili per mitigare l'aumento dei prezzi dei carburanti. Scopri come questo strumento potrebbe influenzare il costo della benzina e del gasolio.

Il governo italiano è impegnato in una serie di discussioni per affrontare l’aumento dei prezzi dei carburanti, che continua a preoccupare i consumatori. Tra le soluzioni in esame, le accise mobili rappresentano un’opzione interessante, già sperimentata in passato e recentemente riformata.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha incontrato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti per discutere della situazione economica generale, con un’attenzione particolare all’andamento dei prezzi dei carburanti.

Le fonti governative hanno confermato che si sta valutando l’attivazione del meccanismo delle accise mobili, un sistema che potrebbe aiutare a contenere i costi per gli automobilisti.

Come funzionano le accise mobili

Le accise mobili sono un meccanismo che permette di ridurre temporaneamente le tasse sui carburanti utilizzando il maggior gettito dell’Iva generato dall’aumento del prezzo del greggio.

Questo strumento, introdotto nel 2008 dal governo Prodi e riformato nel 2026 dal governo Meloni, si autofinanzia attraverso l’extra gettito fiscale derivante dall’aumento dei prezzi del petrolio.

Tuttavia, questo sistema presenta alcuni limiti. Secondo le analisi, la riduzione del prezzo finale sarebbe relativamente contenuta, tra i 7 e i 10 centesimi al litro. Inoltre, l’effetto calmierante non è immediato, poiché lo Stato deve prima incassare il maggiore gettito Iva prima di poter ridurre le accise.

L’andamento dei prezzi dei carburanti

I prezzi dei carburanti continuano a salire, con la benzina che costa in media 1,968 euro al litro sulla rete stradale nazionale e 2,059 euro al litro sulle autostrade. Il gasolio, invece, è a 2,161 euro al litro sulla rete stradale e 2,228 euro al litro sulle autostrade. L’Unione Nazionale Consumatori ha calcolato che in sole 24 ore il prezzo del gasolio è aumentato di circa 2 centesimi al litro, con un impatto significativo sui costi del rifornimento.

I prezzi del petrolio, dopo un’impennata di giovedì, hanno registrato una lieve flessione, con il Brent che oscilla tra 96 e 97 dollari al barile e il Wti a 89,48 dollari. Nonostante questa leggera diminuzione, i valori restano elevati rispetto al periodo precedente alla guerra in Iran.

Le rassicurazioni dell’Europa

Dal fronte europeo arrivano segnali di relativa tranquillità. Il Gruppo di coordinamento Ue sul petrolio ha affermato che al momento non ci sono problemi di approvvigionamento. La domanda di greggio e prodotti petroliferi in Europa può essere soddisfatta grazie alle scorte commerciali e alle forniture provenienti da mercati alternativi.

Tuttavia, il gruppo ha avvertito che la durata del conflitto in Medio Oriente potrebbe avere un impatto significativo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, con possibili ripercussioni sui mercati energetici e sui prezzi alla pompa.

Il governo italiano continua a monitorare attentamente l’evoluzione del mercato petrolifero e dei prezzi dei carburanti, valutando le possibili iniziative da adottare per mitigare l’impatto sui consumatori.

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