Il 27 marzo 2026 l’Ucraina e l’Arabia Saudita hanno annunciato la sottoscrizione di un accordo di cooperazione in ambito difensivo, frutto della visita del presidente Volodymyr Zelenskyy a Riyadh. L’intesa punta a stabilire basi per collaborazioni future su contratti, trasferimenti tecnologici e investimenti, indicando una nuova veste dell’Ucraina come fornitore di sicurezza internazionale. In un contesto regionale segnato da attacchi con droni, Kyiv propone la propria esperienza pratica maturata contro masse di velivoli impiegati nel conflitto con la Federazione Russa.
L’accordo è stato presentato come uno scambio: l’Ucraina offre sistemi e know‑how per neutralizzare assalti aerei a corto raggio, mentre l’Arabia Saudita mette sul tavolo risorse e capacità complementari. Durante la visita, Zelenskyy ha sottolineato che la collaborazione può essere «reciproca», senza però entrare nel dettaglio delle tecnologie o degli specifici materiali che saranno scambiati. L’intesa arriva in un periodo in cui molti Paesi del Medio Oriente stanno affrontando ritorsioni aeree attribuite all’Iran.
Perché l’Ucraina è richiesta come partner
Dal 2026 l’Ucraina ha accumulato un bagaglio operativo sul fronte dei droni che pochi altri Paesi possiedono. Le costanti ondate di attacchi hanno spinto l’esercito e l’industria locale a sviluppare intercettori economici e tattiche per contrastare sciami di droni kamikaze e velivoli pilotati a distanza. Questa esperienza pratica è oggi un asset richiesto in Medio Oriente, dove molte difese sono invece tarate su minacce balistiche più tradizionali, come i missili a corto e medio raggio.
Soluzioni ucraine e lacune del Golfo
Nei Paesi del Golfo si fanno largo sistemi costosi come i PAC‑3 per le minacce balistiche, ma queste soluzioni possono risultare inefficaci o dispendiose contro attacchi massivi di droni. Kyiv propone alternative basate su intercettori più economici e su procedure operative specifiche per contrastare sia i cosiddetti Shahed iraniani sia i piccoli droni FPV usati per attacchi chirurgici. Parallelamente, l’Ucraina ha offerto la propria esperienza tattica, affinata in anni di combattimento, come valore aggiunto oltre alla fornitura di sistemi.
Impegni pratici: personale e trasferimenti
Secondo quanto dichiarato dal team ucraino, oltre 200 specialisti anti‑drone sono già stati inviati in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar per assistere nell’installazione e nell’addestramento operativo. Altri 30 esperti erano diretti verso Giordania e Kuwait. Questi dispiegamenti mirano a trasferire non solo tecnologie ma anche procedure di impiego, manutenzione e integrazione dei sistemi nel quadro delle difese aeree nazionali.
Scambi e possibili compensazioni
Un nodo centrale è rappresentato dagli scambi materiali: l’Ucraina ha manifestato la disponibilità a mettere a disposizione intercettori e competenze in cambio di missili avanzati che le permettano di migliorare la protezione contro le offensive russe. Fonti citate riportano che, nei primi giorni del conflitto con l’Iran, i Paesi del Golfo hanno impiegato oltre 800 missili PAC‑3, mentre Kyiv ne ha ricevuti circa 600 complessivamente dal 2026, secondo il New York Times.
Implicazioni strategiche e geopolitiche
Questo accordo ha una doppia valenza: da un lato risponde a un bisogno immediato di protezione delle infrastrutture energetiche e militari nel Golfo; dall’altro ridefinisce il ruolo dell’Ucraina come attore di sicurezza esportatrice. La cooperazione potrebbe favorire investimenti e contratti industriali, consolidando relazioni politiche e militari che vanno oltre il tradizionale sostegno occidentale.
Infine, la partnership apre questioni più ampie sul trasferimento di tecnologie belliche e sull’equilibrio regionale: la condivisione di know‑how anti‑drone con Paesi ricchi di risorse finanziarie può accelerare lo sviluppo di capacità difensive locali, ma richiede anche garanzie di uso responsabile e di integrazione nelle reti di sicurezza esistenti. L’intesa di Riyadh rappresenta dunque un tassello operativo e simbolico in un teatro di tensione crescente.