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Aggressione con il machete in strada a Milano: due 17enni trasferiti in comunità

Aggressione con il machete in strada a Milano: due 17enni trasferiti in comunità

Un cittadino egiziano e un cittadino romeno accusati di tentato omicidio per l’aggressione con il machete avvenuta a Milano.

Un’aggressione brutale avvenuta nel quartiere Crescenzago, a Milano, ha portato all’indagine nei confronti di due diciassettenni accusati di aver colpito un uomo con un machete. L’episodio, caratterizzato dalla violenza dell’attacco e dalla gravità delle ferite riportate dalla vittima, ha fatto scattare un provvedimento cautelare nei confronti dei due giovani.

Machete contro un 30enne a Milano: la ricostruzione dell’aggressione

Dalle informazioni emerse nell’ordinanza cautelare, l’aggressione sarebbe stata caratterizzata da una preparazione preventiva. I due giovani, un cittadino egiziano e un cittadino romeno, avrebbero agito con il volto coperto da passamontagna e utilizzando due machete, colpendo la vittima in modo ripetuto. Una dinamica descritta dagli inquirenti come particolarmente violenta, considerata anche la giovane età degli indagati e la gravità delle ferite provocate.

Secondo quanto riportato dagli atti dell’indagine, uno dei due ragazzi avrebbe raccontato l’accaduto a una persona di fiducia poco dopo l’aggressione, spiegando di aver agito insieme a un complice e di aver colpito “ripetutamente la parte offesa, per pregressi contrasti, anche in parti del corpo particolarmente delicate come il collo, dandosi poi alla fuga”.

Successivamente, stando a quanto riportato da Il Giorno, i due diciassettenni si sarebbero presentati alla stazione dei carabinieri di Crescenzago.

Gli elementi raccolti dagli investigatori avrebbero trovato riscontro anche nelle immagini della videosorveglianza e nelle testimonianze. La vittima, ascoltata dagli inquirenti, avrebbe dichiarato: “Non so indicare il motivo dell’aggressione, non avevo avuto litigi o problemi particolari con loro in precedenza”.

Per il giudice che ha disposto la misura cautelare, i due minorenni avrebbero dimostrato “pervicace inclinazione all’attività delittuosa”, evidenziando una condotta ritenuta particolarmente pericolosa per l’incolumità della vittima, anche per l’utilizzo di un’arma da taglio e per la superiorità numerica degli aggressori. Resta comunque fermo il principio secondo cui gli indagati devono essere considerati non colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Aggressione con il machete a Milano: due minorenni trasferiti in comunità

Come riportato da Milano Today, i due ragazzi di 17 anni sarebbero stati raggiunti da un provvedimento di collocamento in comunità disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Milano. La misura cautelare è stata eseguita dai carabinieri del Comando Provinciale di Milano nell’ambito dell’inchiesta sulla violenta aggressione avvenuta nella zona di Crescenzago nella notte tra il 3 e il 4 giugno. I due giovani, entrambi già noti alle forze dell’ordine per precedenti di polizia, sono accusati, a vario titolo, di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e di porto abusivo di arma da taglio.

Secondo la ricostruzione degli investigatori della stazione dei carabinieri di Milano Crescenzago, la vittima, un uomo egiziano di circa 30 anni, sarebbe stata affrontata in strada da due persone con il volto coperto e armate di un machete. L’aggressione sarebbe avvenuta intorno alle 22 in via Civitavecchia, nei pressi della fermata della metropolitana Crescenzago. L’uomo sarebbe stato colpito più volte in zone delicate del corpo, tra cui volto, spalle e torace, riportando ferite molto gravi che hanno richiesto il ricovero in codice rosso all’ospedale Niguarda e diversi interventi chirurgici. Le lesioni riportate sono state giudicate guaribili in circa 40 giorni.

Le attività investigative hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’episodio grazie all’esame dei filmati delle telecamere presenti nella zona e alle dichiarazioni raccolte da alcune persone informate sui fatti. Gli elementi acquisiti hanno consentito agli inquirenti di individuare i due presunti responsabili, successivamente rintracciati nelle province di Milano e Brescia e accompagnati in comunità. Il movente dell’aggressione, tuttavia, resta ancora da chiarire: gli investigatori stanno verificando le ragioni che avrebbero portato al violento attacco. Come previsto dalla legge, il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nel corso del processo.

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