In merito al Ddl “Coltiva Italia” con cui si darà attuazione al divieto di utilizzo dell’urea nel bacino padano, programmato per il 2028, si valutano diverse alternative. Tra queste, “le misure di mitigazione, ovvero l’utilizzo della stessa urea trattata per rendere l’azoto meno volatile, rappresentano una valida alternativa per gli agricoltori.
Queste tecnologie a lento rilascio possono semplificare le operazioni colturali e generare risparmi nella fase di distribuzione. Tuttavia, ci troviamo di fronte a una maggiore complessità tecnica e a costi di distribuzione più elevati, ed è necessario che queste tecnologie vengano portate su scala industriale: tradotto, bisogna produrre grandi quantità di urea inibita e ricoperta”. Ersilia Di Tullio, head of strategic advisory di Nomisma, commenta così i risultati dello studio ‘Valutazione di impatto della fertilizzazione azotata e dell’urea nell’agricoltura italiana’, commissionato da Assofertilizzanti (Associazione di Federchimica che rappresenta i fabbricanti di fertilizzanti nazionali) all’istituto di ricerca.
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