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Alessia e Livia Schepp, spunta l'ipotesi che siano ancora vive, con un luogo preciso

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Alessia e Livia Schepp, le gemelline sparite in Italia, una nuova pista dà speranza, potrebbero trovarsi in Canada, ancora in vita.

Alessia e Livia Schepp e la loro scomparsa che ha fatto il giro dei telegiornali sul finire di gennaio e l’inizio di febbraio 2011 quando sono sparite dalla località in Puglia dove si trovavano in vacanza con il padre, quel padre che qualche giorno dopo ha deciso di compiere l’estremo gesto perché depresso e sconfitto dalla terribile vicenda.

Alessia e Livia Schepp, ripercorriamo la vicenda

Alessia e Livia Scheep erano partite dalla Svizzera con il padre Mathias per un weekend lontano dal luogo natio con l’idea di attraversare la Francia per arrivare in Italia.

Le piccole vengono viste certamente in vita il 30 gennaio sul traghetto che le sta portando assieme al padre a Propiano in Corsica, dal 31 gennaio il padre Mathias spegne il telefono.

Il primo febbraio alle 06:30, come riportato da Leggo.it Mathias Schepp sbarca a Propiano e alle 21 si imbarca su un altro traghetto in direzione Tolone. Il 2 febbraio l’arrivo in Italia, ed il 3 spedisce una lettera, delle molteplici che lei riceverà, alla moglie. Alle 22:45 dello stesso giorno si toglie la vita gettandosi sotto l’Eurostar partito da Milano e diretto a Bari.

Nelle lettere che la moglie Irina, riceve giorni dopo, Schepp scrive che ha ucciso le bambine e che non hanno sofferto. In una di queste infatti scrive “sono stato l’ultimo a morire”.

Della morte delle piccole tuttavia non vi è mai stata certezza, difatti si ipotizza che possano essere ancora in vita.

Le gemelline potrebbero essere vive in Canada

Il programma d’inchiesta “Chi l’ha visto” ha seguito la vicenda dall’inizio e dopo un mese dalla scomparsa delle bambine arrivò una lettera di uno spettatore che aveva visto le bambine e Mathias vive in un bar di Sanremo, dove stava parlando con un uomo di documenti falsi.

Proprio l’idea dei documenti falsi e di una nuova vita per le bambine aveva portato ad una lettera del 2014 che diceva di come le bambine fossero vive in Canada, questa scritta da chi aveva lavorato nella tipografia che aveva stampato i passaporti falsi. Confermando di come loro siano vive.

La pista canadese è una speranza che non ha mai trovato conferma purtroppo. Se così dovesse essere, ora le gemelline avrebbero 21 anni ed è difficile riconoscerle, complice la loro crescita.

Quello che rimane è uno dei casi di scomparsa più misteriori del passato recente italiano.