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Alfieri della Repubblica: 28 giovani che trasformano la solidarietà in fatti

Alfieri della Repubblica: 28 giovani che trasformano la solidarietà in fatti

Un mosaico di iniziative di volontariato, coraggio e inclusione: 28 giovani nominati Alfieri della Repubblica mostrano forme diverse di impegno civile

Il Quirinale ha scelto di mettere in luce il valore della solidarietà giovanile con l’assegnazione di 28 attestati d’onore di Alfiere della Repubblica nell’edizione 2026. Questo riconoscimento non celebra soltanto atti singoli, ma racconta percorsi di impegno quotidiano che spaziano dal soccorso immediato alla promozione di progetti educativi e di inclusione.

In questo articolo esploriamo i volti e le azioni di alcuni di questi giovani, per capire come la loro partecipazione pratica contribuisca a una cittadinanza più attiva e attenta al bene comune.

La scelta del Quirinale evidenzia come l’immagine stereotipata degli adolescenti disinteressati alla collettività non corrisponda alla realtà: i premiati dimostrano invece capacità di empatia, organizzazione e costanza.

Ogni storia rappresenta una diversa declinazione della solidarietà: c’è chi interviene in emergenze, chi lavora nelle scuole, chi trasforma passioni personali in servizi utili alla comunità. Di seguito raccontiamo alcuni esempi significativi, mettendo in luce il valore sociale delle loro iniziative.

Ritratti di giovani protagonisti

Tra i nominati emergono nomi e azioni che sintetizzano forme diverse di impegno. Emanuele Amodio, classe ’07 di Ostuni, è stato premiato per la naturalezza della sua amicizia con un compagno con disabilità, mentre Karol Pastore ne ha condiviso il percorso di crescita. Il riconoscimento ha toccato anche Noa Thuy Bertuccioli e Gabriele Galal, entrambi volontari della Croce Rossa, esempi di partecipazione associativa giovanile. In questa sezione vediamo come azioni personali si traducano in esempi collettivi: dal sostegno scolastico all’assistenza nelle emergenze, il filo conduttore è la volontà di prendersi cura dell’altro con responsabilità.

Esempi di intervento diretto

Ci sono gesti che salvano vite e gesti che costruiscono inclusione quotidiana. Riccardo Cremonesi, ad esempio, ha soccorso un compagno che rischiava di soffocare durante una lezione; Nicolas Treppo ha tirato in salvo un coetaneo trascinato dalla corrente di un torrente. Sul fronte ambientale, il dodicenne Rocco Antonio Commisso ha contribuito al salvataggio di una tartaruga Caretta caretta intrappolata in residui di reti. Questi interventi mostrano come la prontezza e la presenza di spirito possano fare la differenza in momenti critici, mentre la sensibilità ambientale diventa strumento di educazione civica.

Progetti, creatività e inclusione

Altri giovani hanno valorizzato competenze e creatività per promuovere iniziative concrete. Leonardo Figello ha trasformato la sua Apecar in un punto di distribuzione solidale a Torino, invitando chi può a lasciar qualcosa per chi ha bisogno. Matteo Morvillo e Amedeo Valestra hanno sviluppato un’app contro lo spreco alimentare, una soluzione tecnologica che risponde a un’esigenza sociale. La musica, la scrittura e la fotografia sono state impiegate per creare spazi di confronto e sensibilizzazione: Jasmeen Kaur e Claudia Savarino hanno usato la poesia per mettere parole sui sentimenti dei coetanei, mentre Tommaso Lavecchia ha condiviso immagini della Luna confrontandole con opere storiche per un progetto educativo.

Attività di supporto e volontariato educativo

Molti riconoscimenti hanno riguardato l’impegno nella crescita degli altri: Mariasole Di Biase aiuta ragazzi con sindrome di Down a sviluppare autonomia; Ludovico Natalizi promuove l’apprendimento tra pari nelle scuole primarie; Antonio Bertoli considera il volontariato con ragazzi con disturbo dello spettro autistico un percorso di formazione personale. Anche iniziative rivolte ai più piccoli, come il lavoro di Dalila Brocculi a favore delle famiglie della terapia intensiva neonatale, dimostrano come la solidarietà possa essere esercitata in differenti ambiti con risultati concreti di sollievo e inclusione.

Impegno collettivo e valore del riconoscimento

Oltre alle storie individuali, il Quirinale ha premiato intere classi che hanno creato ambienti accoglienti e accessibili: classi che hanno imparato la Lingua dei Segni Italiana, che hanno studiato il Braille o che hanno organizzato turni di supporto per compagni con disabilità. Questi riconoscimenti sottolineano l’importanza della dimensione collettiva della solidarietà, dove la partecipazione di gruppo moltiplica l’impatto sociale e promuove una cultura inclusiva nelle scuole e nei territori.

In definitiva, le 28 storie di Alfieri testimoniano come i giovani possano essere promotori di una cittadinanza attiva fatta di gesti concreti, progetti creativi e disponibilità all’altro. Valorizzare queste esperienze significa non solo premiare il merito, ma diffondere modelli positivi che possono ispirare coetanei e comunità a costruire insieme risposte nuove alle sfide sociali.