Il confronto tra Fabrizio Corona e Mediaset si accende sullo schermo del TG5, con Cesara Buonamici che ferma la conduzione per leggere il comunicato ufficiale dell’azienda. Dopo giorni di accuse tramite Falsissimo – Il Prezzo del Successo, Mediaset rompe il silenzio in modo chiaro e istituzionale, coinvolgendo anche le principali autorità giornalistiche.
La replica di Corona: social e numeri contro Mediaset
La reazione di Fabrizio Corona non si è fatta attendere. Attraverso il suo profilo Instagram, l’ex re dei paparazzi ha risposto sia al comunicato aziendale sia al servizio del TG5, rivendicando il proprio operato: “Faccio quello che fate voi, racconto, facendo inchiesta, su cose che conosco da dentro. Lo faccio perché ne ho il diritto”. Nei post successivi, Corona ha rilanciato evidenziando il successo della nuova puntata di Falsissimo – Il Prezzo del Successo, con oltre 3 milioni di visualizzazioni, come prova della legittimità della sua iniziativa mediatica.
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“Devo fare un annuncio”, perché Cesara Buonamici ferma il Tg5?
Per la prima volta dallo scorso 15 dicembre, quando Fabrizio Corona ha avviato la sua personale offensiva contro Alfonso Signorini, Mediaset ha deciso di rispondere in modo chiaro e diretto, scegliendo la sua rete principale come palcoscenico. La svolta è arrivata con l’edizione serale delle 20:00 del TG5 il 27 gennaio, quando Cesara Buonamici ha letto integralmente il comunicato diffuso da Mediaset, in cui l’azienda respinge con fermezza “menzogne e falsità” e annuncia provvedimenti a tutela dei professionisti coinvolti.
Il notiziario ha dato spazio anche a una dichiarazione congiunta firmata dal presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, e dalla segretaria generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Alessandra Costante. Le parole dei rappresentanti istituzionali spostano il dibattito dal piano mediatico a quello legale: “La sentenza che il Tribunale Civile di Milano ha emesso sul caso di Fabrizio Corona conferma che non esiste un diritto a diffamare e che pure influencer e personaggi di spicco della rete devono rispettare la legge. Conforta poi il fatto che possano finalmente essere chiamate a rispondere di diffamazione le grandi piattaforme che lucrano profitti sfruttando l’odio e il discredito online”.
L’appello finale al Parlamento invita a introdurre norme più severe per contrastare chi si spaccia per giornalista: “Non di censura, dunque, si tratta, ma di una sentenza che ha per oggetto un’attività meramente commerciale che niente ha a che vedere con l’informazione”, un monito che sottolinea la necessità di tutelare la verità e il diritto di cronaca.
Lo scontro tra l’ex paparazzo e Mediaset, dunque, assume ormai un carattere istituzionale e giudiziario, non limitandosi più a schermaglie mediatiche. Da una parte, l’azienda ribadisce con forza il rispetto delle regole e la tutela dei professionisti; dall’altra, Corona insiste sul diritto a raccontare storie “dal dentro”, trasformando i numeri di audience in una leva di legittimazione della propria azione.
Per chi non avesse letto il comunicato stampa #Mediaset
Cesara al #tg5 : pic.twitter.com/PxfUkvGmTX— yonni (@yonni725) January 27, 2026