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Guerra Iran, Trump apre al dialogo: “Incontro con Teheran? Non ho problemi se lo vogliono”

Iran Trump accordo

Negoziati USA-Iran sul nucleare tra pressioni diplomatiche, accuse incrociate e le dichiarazioni di Trump su un possibile accordo imminente.

Le tensioni tra Iran, Stati Uniti e la posizione del presidente Trump ruotano attorno alla possibilità di un nuovo accordo, mentre le trattative restano incerte e segnate da accuse reciproche e scenari di forte escalation.

Trattative tra Washington e Teheran: gli ultimi aggiornamenti

Donald Trump si è detto convinto che “domani sera in Pakistan” possa essere siglato un accordo con l’Iran, secondo quanto riportato in diretta lunedì 20 aprile dalla giornalista di Fox News Maria Bartiromo, che ha riferito di aver parlato personalmente con il presidente.

Mi ha detto che si aspetta che l’Iran firmi un accordo domani sera in Pakistan e che tutti i punti sono stati ormai negoziati. Tuttavia, il presidente ha aggiunto che, se non firmeranno l’accordo, gli Stati Uniti faranno saltare in aria in Iran tutte le centrali elettriche e molto altro”, ha raccontato la cronista.

Ha inoltre aggiunto che il tycoon considera la trattativa ormai conclusa e prossima a una rapida definizione, dopo alcuni tentativi di rallentamento da parte iraniana, ormai superati: “Mi ha detto pochi istanti fa che dovrebbe essere una cosa ‘rapida’ perché il negoziato è concluso, che hanno cercato di tirarsi indietro sull’accordo ma ora non lo faranno più”.

In un’intervista al New York Post, Trump ha anche aperto alla possibilità di un incontro diretto con i vertici di Teheran, dichiarando: “Non ho nessun problema ad incontrarli, se vogliono incontrarsi, noi abbiamo persone molto capaci, ma io non ho problemi ad incontrarli”. Alla domanda sulla leadership iraniana ha risposto: “Abbiamo idee abbastanza chiare, e pensiamo che stiamo negoziando con le persone giuste”. Sul nodo centrale del confronto ha ribadito la sua posizione: “Si devono liberare delle armi nucleari, è molto semplice, non ci devono essere armi nucleari”. Parallelamente ha evitato di entrare nei dettagli sulle conseguenze di un eventuale fallimento dell’intesa, limitandosi a dire: “Lo potete immaginare, non sarebbe bello”.

“Incontro con leadership Teheran?” L’annuncio di Trump alla vigilia del possibile accordo con l’Iran

Sul piano operativo, il presidente ha confermato la partenza di una delegazione statunitense guidata dal vicepresidente JD Vance, dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner, sottolineando che “saranno lì questa notte, ora di Islamabad”. Trump ha aggiunto: “Dovremmo avere dei colloqui”, respingendo le ipotesi di un possibile fallimento delle trattative e affermando: “Quindi presumo che a questo punto nessuno stia facendo giochetti”. Tuttavia, la posizione iraniana appare nettamente più cauta: secondo l’agenzia statale Irna e altre fonti ufficiali, Teheran non confermerebbe la partecipazione a nuovi incontri, accusando Washington di “richieste eccessive, aspettative irrealistiche, continui cambiamenti di posizione, ripetute contraddizioni e blocco navale in corso”.

In questo clima già teso, si inseriscono anche dichiarazioni politiche e timori di escalation. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che “non è ancora finita”, sottolineando come la situazione resti altamente instabile e soggetta a sviluppi improvvisi. Parallelamente, il deputato iraniano Mahmoud Nabavian ha accusato gli Stati Uniti di preparare una possibile “rinnovata operazione militare”, definendo le parole di Trump sulle infrastrutture iraniane come “stupidaggini” e minacce dirette. Ha inoltre avvertito che, in caso di attacco, l’Iran reagirebbe colpendo interessi economici e infrastrutture americane e israeliane. Anche fonti citate da Axios riferiscono di una crescente diffidenza di Teheran, che teme un possibile inganno diplomatico e non esclude che le aperture negoziali possano nascondere una strategia militare.