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La prova generale del Festival di Sanremo 2026, svoltasi nel pomeriggio del 23 febbraio al Teatro Ariston, ha offerto il primo vero contatto tra i protagonisti in gara e un pubblico composto da stampa e addetti ai lavori. In questa anteprima sono emerse sia le componenti più intime del programma, valorizzate dall’accompagnamento orchestrale, sia i momenti di puro spettacolo pensati per conquistare la rete e la platea.
L’atmosfera ha oscillato tra brividi collettivi e esplosioni di ritmo, anticipando quello che sarà il culmine delle serate ufficiali del Festival, in calendario dal 24 al 28 febbraio.
Le ballad e il ruolo centrale dell’orchestra
L’elemento più evidente della prova è stato il potere trasformativo dell’orchestra, capace di ampliare intensità e dinamiche delle canzoni in gara. Voce e arrangiamento hanno trovato un equilibrio particolare nelle esibizioni di artisti come Serena Brancale, la cui dedica alla madre ha toccato la platea culminando in un finale che ha generato un vero e proprio brivido collettivo. Canzoni di interpreti consolidati – Arisa, Mara Sattei, Francesco Renga, Levante e Raf – hanno guadagnato profondità, mentre l’eleganza di Malika Ayane, l’intimismo di Enrico Nigiotti e la cifra generazionale di Tommaso Paradiso sono stati esaltati da scelte orchestrali che hanno saputo rispettare e potenziare ogni timbro.
Un supporto che fa la differenza
L’uso dell’arrangiamento sinfonico ha funzionato come una cornice capace di far emergere dettagli emotivi altrimenti meno evidenti: il lavoro sull’armonia ha reso più espliciti i momenti narrativi dei pezzi e ha messo in risalto la forza delle ballad. Per artisti come Fulminacci, Arisa e Raf, questo approccio ha significato una riscrittura dinamica del brano sul palco, con passaggi orchestrali pensati per accompagnare senza sovrastare, offrendo al pubblico una versione che suggerisce come il Festival sappia trasformare una canzone in un evento dal vivo.
Accanto alle ballad, l’Ariston si è trasformato più volte in una vera pista da ballo grazie a performance studiate per il grande impatto visivo. La carica di Dargen D’Amico ha aperto una serie di momenti ad alto tasso di energia, seguita dall’esplosiva Ditonellapiaga, il cui ingresso scenico ha ottenuto un’ovazione per costume e coreografia. Tra i numeri che hanno già le caratteristiche del fenomeno social c’è quello di Sal Da Vinci: un brano dal tono leggero con un ritornello facilmente riconoscibile e una coreografia delle mani che si presta a replicazioni sui social, particolarmente dopo un imprevisto tecnico che lo ha costretto a ripetere l’esibizione, trasformando il bis in un momento di festa condivisa.
Coreografie, costumi e interazioni col pubblico
Le scelte sceniche hanno coperto un ampio ventaglio: da Elettra Lamborghini con piume e coreografie vistose, a proposte più urban e coreografate come quelle di LDA e Aka7even o Samurai Jay, fino al country ironico e spettacolare di J-Ax, che ha portato cappello, violinista e perfino cheerleader tricolori sul palco. In alcuni casi lo show ha toccato la dimensione del siparietto, come quando il tecnico del suono, preso dalla partecipazione del pubblico, ha intonato qualche battuta musicale durante il momento del bis.
Sorprese, duetti e prime apparizioni
La prova generale ha anche evidenziato le sorprese musicali del cast: la performance intensa di Chiello è stata tra le più convincenti, mentre la proposta pop di Sayf con “Tu mi piaci tanto” ha mostrato una scrittura accorta e immediata. Ha suscitato emozione il duetto tra Fedez e Marco Masini, accolto con calore, mentre l’esordiente Eddie Brock ha raccolto i primi applausi del pubblico. Non sono mancati momenti di festa collettiva per alcune novità della lineup e la soddisfazione evidente di alcuni artisti per l’accoglienza ricevuta.
Un pubblico già coinvolto e figure simboliche
Tra gli spettatori si è intravista anche una presenza simbolica: Carlo Conti, storico conduttore e direttore artistico, è stato notato in platea, segno di un ideale passaggio di consegne e di continuità tra le edizioni. L’insieme delle prove ha quindi messo sul tavolo le prime carte ufficiali del Festival: performance rifinite, momenti di spettacolo pensati per il web e brani che hanno già mostrato la loro forza emotiva live.
Con la prova generale alle spalle, l’attenzione si sposterà ora verso le cinque serate ufficiali, quando il pubblico televisivo e il televoto entreranno pienamente in gioco. Quello che resta, a due passi dall’apertura del Festival il 24 febbraio, è un mix di attese e sensazioni: Sanremo 2026 promette di essere un’edizione in cui le emozioni orchestrali e lo spettacolo pop convivono e si rispecchiano, pronta a raccontare l’ampiezza del panorama musicale italiano.