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Attacco russo al monastero di Kiev, il monito di Zelensky: "Non può esserci giustificazione"

Attacco russo al monastero di Kiev, il monito di Zelensky: "Non può esserci giustificazione"

Attacco russo sul monastero di Kiev: i danni alla storica Lavra di Pechersk e le reazioni tra Ucraina, Russia e comunità internazionale.

Negli ultimi sviluppi del conflitto in Ucraina, un nuovo attacco ha colpito la storica Pechersk Lavra di Kiev, uno dei principali monasteri ortodossi e sito patrimonio dell’UNESCO. L’episodio ha suscitato forti reazioni a livello internazionale, riaccendendo il dibattito sulla protezione dei beni culturali e delle infrastrutture civili durante la guerra e alimentando ulteriori tensioni diplomatiche tra Kiev e Mosca.

L’appello di Zelensky dopo l’attacco russo al monastero di Pechersk Lavra: “Il mondo non resti in silenzio”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato con fermezza il nuovo attacco che ha colpito il complesso della Pechersk Lavra a Kiev, uno dei luoghi simbolo della spiritualità ortodossa e patrimonio riconosciuto dall’UNESCO.

L’episodio si inserisce in una nuova ondata di bombardamenti che, secondo diverse ricostruzioni, avrebbe interessato anche altre aree della capitale ucraina, provocando vittime e incendi in edifici storici. In questo contesto, Zelensky ha scelto di rivolgersi direttamente alla comunità internazionale, insistendo sul fatto che il silenzio globale non sia più accettabile.

Nel suo messaggio ha ribadito: “È importante che il mondo non resti in silenzio di fronte a questo ultimo atto di barbarie russa: l’attacco alla Lavra è un’aggressione alla comunità cristiana e al patrimonio culturale dell’umanità. Non può esserci giustificazione per questo o per qualsiasi altro attacco russo simile. Ciò che serve è una maggiore cooperazione per fermare la guerra della Russia e una protezione più forte per salvare vite dalla Russia“.

Il leader ucraino ha inoltre sollecitato i Paesi del G7, riuniti in vertice, a passare dalle dichiarazioni alle azioni concrete, chiedendo un rafforzamento delle difese aeree di Kiev e un incremento delle capacità di intercettazione dei missili balistici. L’obiettivo, secondo Zelensky, è ridurre la vulnerabilità delle infrastrutture civili e dei siti culturali, sempre più spesso coinvolti nei raid.

L’attacco russo al monastero di Pechersk Lavra a Kiev: condanne internazionali e versione di Mosca sull’accaduto

La reazione internazionale non si è fatta attendere. Il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso una condanna netta, sottolineando la gravità del colpo inferto a un bene considerato patrimonio dell’umanità. Ha ricordato come la Lavra di Kiev-Pechersk rappresenti uno dei centri religiosi più importanti dell’ortodossia ucraina, dichiarando: “La Lavra di Kiev-Pechersk, uno dei siti più importanti dell’ortodossia ucraina e patrimonio mondiale dell’Unesco, è stata colpita la scorsa notte da un importante attacco missilistico e con droni russi“. Macron ha poi aggiunto: “Nulla giustifica questo attacco al nostro patrimonio universale“, evidenziando anche il contesto drammatico delle vittime civili registrate durante i raid sulla capitale.

Dalla parte russa, il ministero della Difesa ha invece fornito una versione differente, sostenendo che il danneggiamento del monastero sarebbe stato causato non da un attacco diretto, ma da un errore tecnico legato alle difese aeree ucraine. In una nota ufficiale riportata dalle agenzie russe si afferma: “Secondo informazioni confermate, gli edifici del monastero di Pechersk a Kiev sono stati colpiti da un missile del sistema di difesa aerea Patriot di fabbricazione statunitense“. Mosca ha inoltre ipotizzato che il presunto malfunzionamento possa derivare dall’utilizzo di armamenti forniti dai Paesi occidentali non più pienamente operativi. Le autorità russe, infine, hanno ribadito che le proprie forze armate non pianificano né eseguono attacchi contro infrastrutture civili.

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