Negli ultimi giorni la tensione tra Russia e Ucraina è sfociata in una serie di attacchi aerei condotti da droni ucraini. Le operazioni, coordinate da Kiev, hanno interessato sia la zona meridionale, con colpi a raffinerie strategiche, sia la capitale, dove la rete di difesa aerea è stata messa a dura prova. I civili hanno pagato un caro tributo: morti, feriti e ingenti danni materiali, mentre le forze di difesa russe hanno riportato il più alto numero di intercettazioni di drone nella storia recente.
Attacchi nella regione di Samara e Bashkortostan
Il governatore di Samara Vyacheslav Fedorishchev, ha comunicato su Telegram che un attacco ucraino ha provocato una vittima morta e quattro feriti, definendolo un gesto “traditore”. Le autorità locali hanno sottolineato che l’obiettivo era un impianto industriale, senza però citare per nome la raffineria.
Tuttavia, l’esercito ucraino ha confermato di aver colpito la raffineria Kuibyshev gestita da Rosneft, situata a sud-ovest della capitale regionale. Lo stesso giorno l’Ucraina ha rivendicato un attacco contro la raffineria Bashneft-UNPZ, anch’essa appartenente a Rosneft e collocata nella repubblica del Bashkortostan.
Nel frattempo, nella vicina regione di Belgorod, l’attore regionale Alexander Shuvayev ha riferito che undici civili sono rimasti feriti a seguito di una combinazione di droni e artiglieria provenienti dall’Ucraina nelle ultime 24 ore.
Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver interrotto 297 droni che si dirigevano verso il territorio nazionale e la Crimea durante la notte di lunedì-martedì.
L’attacco più massiccio sulla regione di Mosca
Il sabato, la capitale ha subito quello che le autorità hanno definito “l’attacco più massiccio” della guerra: 450 droni ucraini sono stati abbattuti dal sistema di difesa anti-aereo di Mosca. Il sindaco Sergei Sobyanin ha confermato almeno due morti e venti feriti, inclusi tre bambini, a seguito di impatti su un edificio residenziale di Sofino e su una casa privata nell’area di Orekhovo-Zuevo. Tra le strutture critiche colpite, spicca la raffineria Gazprom-MNPZ che fornisce più di un terzo del carburante necessario alla regione di Mosca e parte della scorta militare russa.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha evidenziato che il colpo alla raffineria rappresenta un danno economico di “miliardi di dollari” per la macchina bellica russa. Le forze ucraine hanno inoltre impiegato missili a lungo raggio, tra cui il missile balistico Pelican e il missile da crociera Flamingo, segnando la prima volta in cui il Pelican è stato impiegato contro obiettivi russi.
Danni alle infrastrutture energetiche e alle vie di trasporto
Oltre alla raffineria, gli attacchi hanno interessato un magazzino logistico e hanno innescato incendi in diversi complessi industriali. Gli aeroporti internazionali di Sheremetyevo e Vnukovo hanno dovuto adottare restrizioni temporanee al traffico aereo, con annullamenti e ritardi prolungati fino a domenica mattina. Il Ministero della Difesa russo ha poi comunicato di aver abbattuto complessivamente 1.110 droni durante la notte, il più alto conteggio mai registrato.
Le ripercussioni non si limitano al territorio russo. In Ucraina, le autorità hanno segnalato almeno cinque vittime, tra cui un bambino di tre anni, a seguito di attacchi russi nelle regioni di Kyiv e Sumy. La situazione evidenzia come la guerra stia assumendo una dimensione sempre più integrata tra aria e suolo, con entrambi i fronti che puntano a indebolire le capacità logistiche e di rifornimento dell’avversario.
Nel frattempo, le autorità russe continuano a rafforzare le loro difese anti-drone e a segnalare intercettazioni sempre più frequenti, nella speranza di limitare ulteriori danni a infrastrutture civili ed economiche.
