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Attacco Suicida in Moschea Sciita: Strage a Islamabad

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Un attentato suicida in una moschea sciita a Islamabad ha causato un elevato numero di vittime, con decine di morti e feriti. Questo tragico evento solleva seri interrogativi riguardo alla sicurezza e al fenomeno del terrorismo in Pakistan.

Un grave attentato ha colpito la moschea Khadija Tul Kubra a Islamabad, causando la morte di almeno 31 persone e ferendo oltre 169 durante le preghiere del venerdì. Questo evento tragico riporta alla ribalta la questione della sicurezza in Pakistan, in particolare per le comunità sciite, già vulnerabili a violenze settarie.

Dettagli dell’attacco

Il suicida ha fatto esplodere le sue cariche all’interno della moschea, situata nella zona di Tarlai Kalan, un’area che, nonostante le recenti tensioni, era stata considerata relativamente sicura. Testimoni hanno descritto l’esplosione come un boato assordante che ha seminato il panico tra i presenti, mentre i servizi di emergenza accorrevano sul posto.

Reazioni e responsabilità

Il Ministro della Difesa, Khawaja Asif, ha dichiarato che i guardiani della moschea hanno tentato di fermare l’attentatore. Tuttavia, sono stati costretti a ritirarsi quando l’uomo ha aperto il fuoco, prima di attivare gli esplosivi. Successivamente, un gruppo afferente a ISIL ha rivendicato l’azione tramite un comunicato su Telegram, mostrando un’immagine del presunto attentatore.

Contesto di violenza in aumento

Negli ultimi mesi, il Pakistan ha registrato un aumento significativo degli attacchi terroristici, in particolare quelli mirati contro le forze di sicurezza e le minoranze religiose. Nel 2026, il numero totale di attacchi ha raggiunto quota 699, evidenziando un incremento del 34% rispetto all’anno precedente. Questo clima di insicurezza ha sollevato interrogativi sul ruolo dell’Afghanistan e sui gruppi militanti attivi nella regione di confine.

Il ruolo dell’Afghanistan e dei gruppi militanti

Le autorità pakistane hanno frequentemente accusato i talebani afghani di fornire rifugio a gruppi militanti, inclusi i Tehrik-e-Taliban Pakistan (TTP). Tuttavia, i talebani hanno condannato l’attacco alla moschea, negando qualsiasi coinvolgimento. La tensione tra i due paesi è cresciuta, specialmente dopo le recenti sparatorie al confine che hanno causato numerosi morti.

Tensioni settarie e conseguenze per la società

Questo attacco non è isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di violenze settarie in Pakistan. La comunità sciita rappresenta oltre il 20% della popolazione, e le violenze contro di essa sono purtroppo frequenti. Esperti avvertono che eventi come questo potrebbero innescare ulteriori conflitti settari, specialmente in aree già instabili come il distretto di Kurram, dove si registrano conflitti tra sunniti e sciiti.

La risposta del governo

In seguito all’attacco, il Primo Ministro Shehbaz Sharif ha ordinato un’indagine approfondita, sottolineando che colpire luoghi di culto rappresenta un crimine contro l’umanità. Le autorità locali hanno intensificato le misure di sicurezza in tutto il paese, in particolare nei luoghi di culto, per prevenire ulteriori attacchi.

La speranza è che la rapidità nella conclusione delle indagini possa non solo portare i colpevoli alla giustizia, ma anche prevenire un’escalation di violenza settaria. È fondamentale che la comunità internazionale e i leader locali collaborino per affrontare le radici profonde di queste tensioni e per garantire un futuro più pacifico per tutti i cittadini pakistani.