L’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, è tornato a far parlare di sé con una nuova fase eruttiva che sta causando disagi ai voli e attirando l’attenzione degli esperti. Le recenti attività esplosive hanno portato alla chiusura parziale dell’aeroporto di Catania Fontanarossa e alla limitazione dei voli in arrivo. Ma cosa sta succedendo esattamente sul versante orientale della Sicilia?
Le prime avvisaglie di questa nuova fase eruttiva si sono manifestate nella serata del 16 agosto, quando il cratere Voragine ha iniziato a emettere grandi quantità di cenere vulcanica.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) attraverso l’Osservatorio Etneo ha monitorato costantemente l’evoluzione del fenomeno, registrando un aumento significativo del tremore vulcanico un parametro che indica l’energia presente nei condotti magmatici interni.
Le restrizioni all’aeroporto di Catania Fontanarossa
La situazione ha portato alla chiusura del settore B1 dell’aeroporto di Catania Fontanarossa e alla limitazione dei voli in arrivo a 10 aerei ogni ora fino alle 12 di martedì 18 agosto.
La società di gestione dello scalo ha invitato i passeggeri a verificare lo stato dei propri voli con le compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto. Le partenze, invece, non sono state interessate da restrizioni.
Questa non è la prima volta che l’attività dell’Etna influisce sul traffico aereo. Già in passato, episodi eruttivi intensi hanno costretto alla chiusura temporanea dell’aeroporto catanese.
Tuttavia, la situazione attuale è particolarmente significativa per l’apertura di una nuova bocca effusiva in Valle del Bove a una quota compresa tra 2.200 e 2.350 metri da cui è stata prodotta una colata lavica.
L’attività del cratere Voragine e le previsioni degli esperti
Il cratere Voragine, uno dei quattro principali crateri sommitali dell’Etna, si è formato nel 1945 ed è diventato protagonista dell’attività eruttiva del vulcano a partire dal 2026. Negli ultimi due anni, ha dato luogo a sei episodi parossistici caratterizzati da eruzioni esplosive e emissioni di fontane di lava, gas e ceneri.
Secondo Marco Viccaro Presidente dell’Associazione Italiana di Vulcanologia il risveglio del cratere Voragine comporta una dinamica più complessa rispetto al passato. Le eruzioni attuali sono alimentate da magma profondo e ricco di gas, che rende le eruzioni più esplosive e produce grandi quantità di cenere. Questo materiale ha raggiunto anche aree lontane come Malta e la Libia.
L’attuale fase eruttiva, iniziata il 6 agosto è stata descritta come particolarmente energetica rispetto ai precedenti episodi. Gli esperti stanno monitorando costantemente la situazione, ma non è possibile prevedere con certezza come si evolverà. Tuttavia, l’Osservatorio Etneo dell’INGV ha dichiarato che l’attuale attività non costituisce un pericolo per la popolazione.
Le caratteristiche del magma e le eruzioni esplosive
Le eruzioni esplosive del cratere Voragine sono caratterizzate da una grande quantità di gas all’interno del magma. Questi gas si accumulano formando bolle che aumentano la pressione. Quando la pressione diventa troppo alta, i gas si liberano all’improvviso, frammentando il magma in piccoli pezzi che vengono lanciati in aria. Questo processo produce grandi quantità di cenere, che possono causare disagi significativi.
L’attività infrasonica, un altro parametro monitorato dagli esperti, è stata particolarmente variabile nei livelli basso e medio. Gli eventi infrasonici, di ampiezza da bassa a media, sono stati localizzati principalmente nel cratere Voragine, con alcune sorgenti anche nel cratere di Nord-Est.
Nonostante l’intensità dell’attuale fase eruttiva, gli esperti sottolineano che non si tratta di un fenomeno anomalo per l’Etna. Il vulcano è noto per la sua attività costante e le sue eruzioni frequenti. Tuttavia, il risveglio del cratere Voragine potrebbe influenzare il comportamento del vulcano nei prossimi anni, modificando la sua struttura e il suo aspetto.
