Il governatore della Sicilia Renato Schifani ha acceso i riflettori su Palermo dopo aver ascoltato le dichiarazioni del commissario di Forza Italia, Nino Minardo. Minardo ha sostenuto che il partito necessiti di un cambio di passo e di una proposta politica completamente nuova una frase che ha messo sotto pressione l’intera classe dirigente regionale.
Le parole di Nino Minardo e il timore di Roma
Durante un incontro a Palermo con i segretari provinciali del partito, Minardo ha formalizzato il suo punto di vista, ricordando che la decisione è stata discussa anche a livello nazionale. A Roma, la preoccupazione è cresciuta in seguito alle recenti indagini giudiziarie che hanno colpito Gaetano Armao per il quale la Procura di Palermo ha richiesto l’arresto per corruzione.
La vicinanza di Armao a figure di spicco del centrodestra ha alimentato il timore di ulteriori scandali all’interno di Forza Italia.
Il caso Gaetano Armao: tra politica ed energia
Armao non è un semplice funzionario: alla fine degli anni ‘90 è stato vicino a Totò Cuffaro, tanto da essere proposto come candidato sindaco di Palermo.
Successivamente ha ricoperto incarichi di rilievo, tra cui quello di assessore all’Economia nel governo di Raffaele Lombardo. Nel 2017 Silvio Berlusconi, dopo un incontro ad Arcore, lo aveva inizialmente indicato per la presidenza della Regione, per poi ritirare la candidatura a seguito di un accordo con Nello Musumeci, che lo ha poi nominato assessore all’Economia.
Il ruolo nella Commissione tecnica specialistica (Cts)
Fino all’inizio di agosto, l’avvocato Armao, marito di Giusi Bartolozzi – ex membro del gabinetto del Guardasigilli – è stato a capo della Commissione tecnica specialistica (Cts) l’organo che autoriza impianti fotovoltaici ed eolici. Parallelamente, era consigliere giuridico di Schifani. La scoperta dell’inchiesta ha spinto Armao a dimettersi, creando quello che molti hanno definito un terremoto giudiziario all’interno del partito.
Dimissioni di Schifani: la risposta del partito e le reazioni
Il timore di ulteriori arresti ha indotto Forza Italia a accelerare il proprio programma di rinnovamento. Schifani ha dichiarato di aver preso atto delle osservazioni di Minardo e di stare valutando le proprie decisioni con senso di responsabilità. In una telefonata accesa con il leader Antonio Tajani, ha confermato la volontà di agire rapidamente. Successivamente, ha convocato una riunione a Palazzo d’Orleans con il suo staff e alcuni parlamentari regionali.
Le reazioni non sono mancate: il deputato del PD Nello Dipasquale ha osservato che “le dimissioni non si annunciano, si danno”, mentre Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, ha definito la legislatura di Schifani la peggiore di sempre, ricca di arresti e inchieste. La Commissione regionale Antimafia ha annunciato l’avvio di un’indagine conoscitiva su possibili fenomeni corruttivi emersi nell’amministrazione regionale, segnando un nuovo capitolo di tensione nella politica siciliana.
