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Caso Battisti: “Se verrò estredato mi consegneranno alla morte”

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Momento cruciale per Cesare Battisti. Il premier brasiliano Michel Temer, infatti, potrebbe revocare lo stato di rifugiato, estradando così l'ex terrorista.

È ovvio che Cesare Battisti non poteva prendere bene la possibilità reale della revoca dello stato di rifugiato. All’avvicinarsi dell’estadizione, l’ex terrorista si sente addirittura in pericolo di vita. Il latitante è anche incredulo, perché non comprende su cosa si possa basare questa decisione, completamente illogica secondo lui.

Stamattina, il presidente brasiliano Michel Temer avrebbe comunicato di aver intenzione di revocare lo status di rifugiato politico.

Battisti estradato

Secondo i mezzi di informazione verdeoro, il presidente Michel Temer avrebbe seriamente intenzione di revoare lo status di rifugiato, concesso dal presidente precedente Inacio Lula da Silva, a Cesare Battisti. La decisione comporterebbe l’estradizione in Italia, a meno che i giudici del Tribunale Supremo Federale non accettino la richiesta di ‘habeas corpus’.

Questa era stata chiesta dai legali dell’ex terrorista lo scorso 25 settembre quando il governo italiano aveva presentato nuovamente la richiesta di estradizione. La decisione spetta ora al giudice Luiz Fux.

“Mi consegneranno alla morte”

Se lo stato di rifugiato venisse davvero revocato, come sembra, Cesare Battisti afferma che sarebbe consegnato alla morte. Ha dichiarato di non capire “su cosa si voglia basare il gabinetto giuridico della presidenza perché io possa essere estradato”.

Il Brasile, paese dove Cesare Battisti vive dal 2004 al sicuro dall’Italia, sarebbe responsabile della sua morte, in quanto il governo e i media italici lo hanno disegnato, ormai, come un mostro.

battisti

Parere del giudice Mendes

Il giudice Gilmar Mendes, che nel 2009 seguì il caso Battisti, afferma che in questa situazione non è stato ancora deciso nulla.

Il presidente Michel Temer può modificare la decisione del suo predecessore, anche perché l’atto che autorizza l’estradizione dell’ex terrorista continua ad essere in vigore ancora adesso. Il giudice brasiliano respinge anche l’ipotesi che il recente arresto interferisca con una possibile estradizione. Sarebbe sufficiente che il presidente lo esenti dal rispondere al processo, determinando la sua consegna allo stato italiano. Anche il fatto che Cesare Battisti sia sposato con una donna brasiliana e abbia un figlio a carico non è un impedimento.

Gilmar Mendes afferma che il Brasile ha una legge molto robusta a riguardo.

Reati di Battisti

L’ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo, è tornato sulle pagine dei giornali a causa del suo arresto avvenuto nel confine con la Bolivia. Secondo Cesare Battisti, lui stava semplicemente facendo una gita con gli amici, e non aveva intenzione di oltrepassare il confine. I poliziotti di frontiera, però non hanno creduto a questa storia, e l’hanno arrestato. Secondo Cesare Battisti, da questa situazione sta nascendo un eccessivo polverone.

Cesare Battisti è stato accusato, in Italia, di quattro omicidi, che lui nega fortemente. Avrebbe ucciso un gioielliere, un poliziotto, una guardia carceraria ed un militante. I reati sono avvenuti tra il 1977 e 1979. Dopo due anni dietro le sbarre, Cesare Battisti riuscì a evadere a Roma nel 1981 e fuggì in Francia, vivendo nella clandestinità, e l’anno successivo in Messico. Nel 1987, fu condannato all’ergastolo in contumacia in Italia.

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