Bologna si è risvegliata con le ferite di una notte di violenza e scontri. La città ha vissuto ore di tensione tra manifestazioni e atti vandalici, in seguito alla morte di Abderrahim Fakir un 42enne deceduto durante un intervento della polizia al quartiere Pilastro. La protesta, iniziata pacificamente in piazza del Nettuno si è trasformata in una guerriglia urbana che ha coinvolto il centro storico.
La protesta pacifica e il commosso intervento della famiglia
La giornata è iniziata con una manifestazione pacifica in piazza del Nettuno dove la nipote di Fakir, Yossra Fakir ha rivolto un appello commosso alla folla. “Non è una richiesta di odio”, ha dichiarato, “ma di verità, giustizia e dignità per mio zio”. La famiglia ha sottolineato che Abderrahim non era “un numero, non era una notizia, non era un caso di cronaca: era una persona amata”.
La tensione sale e la protesta degenera
La situazione è degenerata quando un gruppo di manifestanti si è diretto verso la Prefettura e la Questura gridando “Assassini” e intonando slogan contro lo “scudo penale”. Gli scontri sono iniziati con lanci di oggetti, bombe carta e insulti, mentre le forze dell’ordine hanno risposto con manganellate, lacrimogeni e idranti.
La violenza è continuata per ore, coinvolgendo anche piazza Maggiore dove un gruppo di attivisti ha devastato il centro, lanciando sedie dei dehor e vandalizzando le bici del servizio sharing.
Gli atti vandalici e l’intervento dei vigili del fuoco
Durante la notte, i vigili del fuoco sono dovuti intervenire in più occasioni. Un’auto del Comune è stata data alle fiamme, mentre in via Monte Grappa un fumogeno ha preso fuoco in un cortile. Gli attivisti hanno utilizzato le barriere del cantiere del tram per difendersi, causando ulteriori danni al centro della città.
Il bilancio degli scontri e le dichiarazioni delle istituzioni
Il bilancio degli scontri è stato pesante: undici persone hanno avuto bisogno di cure dal 118, tra manifestanti e poliziotti. L’Associazione nazionale funzionari di polizia ha denunciato una “guerriglia urbana” che ha messo a rischio l’incolumità di tutti. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio ha dichiarato che “le immagini violente sono sempre fonte di grande disagio”, ma ha invitato ad attendere l’esito dell’autopsia.
La famiglia di Fakir ha preso le distanze dagli atti vandalici, definendoli “criminali” e affermando che “chi si sta comportando in modo criminale a Bologna sono amici di chi sta tentando di negare verità e giustizia per Fakir”.
