La partita si avvicina. E l’atmosfera, in Bosnia, è già calda. Molto più di quanto si pensi.
Bosnia Italia allo stadio Zenica: una scelta che non è affatto casuale
Martedì sera, ore 20.45. Per gli Azzurri di Gennaro Gattuso non sarà una partita qualunque. Anzi.
La sfida tra Bosnia e Italia vale moltissimo: chi vince questa finale dei playoff stacca il biglietto per il Mondiale del 2026 negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. Una di quelle partite dove sbagliare… semplicemente non è previsto.
E si giocherà a Zenica.
La federazione bosniaca ha scelto il Bilino Polje, lo stadio della città industriale nel cuore del Paese. Un impianto storico, inaugurato nel 1972. Circa 15.600 posti ufficiali. Non un gigante europeo, certo. Però ha qualcosa che pesa più dei numeri: l’atmosfera.
Chi lo conosce lo dice senza girarci intorno.
Il fantasista bosniaco Adrian Alajbegovic lo ha raccontato chiaramente parlando dello stadio di Zenica. “Uno stadio molto, molto rumoroso. Uno dei più rumorosi per le nazionali”, ha spiegato in un’intervista citata da diversi media sportivi. Il motivo è semplice. Non c’è pista d’atletica. Le tribune sono attaccate al campo. Praticamente addosso ai giocatori.
Quando il pubblico spinge… si sente. Eccome.
Ecco perché la Bosnia ha scelto proprio qui la sede della sfida contro l’Italia. Lo stadio può trasformarsi in un catino. Una pressione continua. Fischi, cori, rumore. Tutto concentrato in uno spazio relativamente piccolo.
Uno stadio vecchio stile, direbbe qualcuno. Senza fronzoli. Diretto.
E per una partita così pesante, forse, è proprio quello che serve ai Dragoni.
Bosnia Italia stadio Zenica: capienza ridotta dopo la sanzione FIFA
C’è però un dettaglio che cambia un po’ il quadro. Lo stadio non sarà pieno. Anzi.
Per la partita Bosnia-Italia allo stadio di Zenica la capienza sarà ridotta in modo significativo. Da oltre 15 mila posti si scenderà a meno di 9000 spettatori. Non per scelta organizzativa, ma per una sanzione.
La decisione arriva dalla FIFA dopo quanto accaduto nella precedente gara interna della Bosnia contro la Romania, disputata il 15 novembre scorso. In quell’occasione si verificarono diversi episodi problematici sugli spalti.
Nel provvedimento disciplinare si parla di “comportamento scorretto della squadra, discriminazione, razzismo, utilizzo di materiale pirotecnico, disturbo durante gli inni nazionali e mancanza di ordine e disciplina dentro e fuori lo stadio”.
Una lista lunga. Troppo.
La federazione bosniaca ha quindi dovuto adeguarsi alla sanzione e chiudere parte dell’impianto. La conferma è arrivata direttamente dalla Federcalcio del Paese in una comunicazione ufficiale.
“La tribuna Sud, nei settori B, C e D, e parte della tribuna Ovest nelle prime tre file saranno chiuse”, ha spiegato la federazione bosniaca nel comunicato relativo alla prima partita di qualificazione successiva alla decisione disciplinare della FIFA.
Questo significa meno posti. Ma non necessariamente meno pressione.
Anche con novemila persone, il Bilino Polje resta un posto complicato. Vicino al campo. Compatto. Rumoroso.
Uno stadio che non impressiona per estetica — qualcuno lo ha definito brutto, piccolo, circondato da erbacce — ma che quando la Bosnia gioca in casa cambia completamente faccia.
E martedì sera potrebbe succedere di nuovo. Perché Bosnia-Italia allo stadio di Zenica non sarà soltanto una partita. Sarà una battaglia sportiva. E lo stadio… farà la sua parte.