Brexit, inchiesta accusa la Russia di aver influenzato i voti
Brexit, inchiesta accusa la Russia di aver influenzato i voti
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Brexit, inchiesta accusa la Russia di aver influenzato i voti

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Brexit, un'indagine svolta dall'università di Edimburgo e pubblicata dal Guardian afferma che lo stato russo ha influenzato decisivamente l'esito del referendum.

Non solo le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, la Russia avrebbe influenzato pesantemente anche i voti della Brexit. A trarre questa pesante conclusione è un’indagine, svolta dall’Università di Edimburgo e pubblicata poi dalla redazione del Guardian. Su Twitter ci sarebbero stati ben 419 account controllati da presunti troll russi, sospettati di aver avuto rapporti con il Cremlino. Questi profili avrebbero quindi influenzato il risultato del referendum.

Brexit news

La ricerca condotta dall’Università di Edimburgo avrebbe fatto una scoperta sconcertante. Collegandosi con l’inchiesta sul Russiagate, ha scoperto 419 profili su Twitter che nei giorni precedenti al referendum per la Brexit avrebbero pubblicato 45mila messaggi. Secondo il Guardian, i 419 account finiti sotto la lente sono legati alla Internet Research Agency (Ira), che ha sede a San Pietroburgo. Questa viene indicata da diversi media come un’autentica “fabbrica di troll”. Le rivelazioni hanno innescato la reazione indignata sia dei conservatori sia dei laburisti.

Tra i profili analizzati, c’è quello di un utente, che si è chiamato Svetl1972, che ha postato ben 92 tweet compresi tra il 20 e il 24 giugno.

Con uno di questi, l’utente invita ed incita i cittadini del Regno Unito a “rendere il 23 giugno il nostro Giorno dell’Indipendenza”. È chiaro che, stando così le cose, i sospetti sono legittimi.

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Theresa May

In verità, sospetti ed accuse di intromissioni russe nel referendum riguardo la Brexit erano già stati fatti in varie occasioni dai sostenitori della fazione del Remain. Il governo centrale, aveva però negato, anche con l’intervento ai Comuni del ministro degli Esteri Boris Johnson, che ci fossero anche solo le basi per poter credere ad un qualunque falsamento del risultato del referendum. Inoltre, il capo di stato in persona Theresa May, nel suo recente attacco al presidente russo Vladimir Putin, accusato dalla premier di interferenze nei processi democratici ed elettorali di Paesi occidentali, non aveva fatto alcun accenno esplicito alla Brexit.

Il deputato Tory Damian Collins, presidente della Commissione Media ai Comuni, attualmente occupata in una inchiesta contro le fake news, ha affermato che l’agenzia russa vuole “dividere la società e destabilizzare la politica nazionale”.
Tom Watson, la seconda personalità più importante dei Labour, ha invece fatto un appello a Theresa May perché questa prenda provvedimenti contro “gli agenti dello Stato russo che utilizzano le loro piattaforme per diffondere disinformazione e falsità”.

Brexit Russia

La Russia ha, ovviamente, più volte smentito di aver cercato di influenzare gli esiti della Brexit, il cui referendum ha avuto luogo il 23 giugno del 2016.

Secondo il governo Russo, le accuse legate alle sospette interferenze del Cremlino nelle elezioni dell’anno scorso negli Stati Uniti e nel Regno Unito sarebbero state solo una montatura, una pura invenzione dei paesi occidentali. Ma, di certo, nessuno si aspettava che i Russi dicessero il contrario ammettendo eventuali interferenze.

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