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Bullismo: come affrontarlo in classe

Il bullismo fa paura a genitori ed insegnanti: occorre valutare il fenomeno con buon senso e delicatezza per evitare spiacevoli conseguenze sui ragazzi e le vittime coinvolte.

Il bullismo si manifesta soprattutto a scuola

Il bullismo è un fenomeno in rapida crescita tra i giovani: l’ambiente scolastico è quello in cui si ripetono comportamenti violenti e abuso di potere.

Purtroppo gli episodi di bullismo sono all’ordine del giorno nell’ambiente scolastico, ma non sempre genitori ed insegnanti sono abbastanza preparati ad affrontarli nella maniera migliore.

Il fenomeno coinvolge gli studenti che frequentano ogni ordine e grado di scuola, dalla scuola primaria fino alle superiori (anche se cambiano le forme e le modalità). Sono individuabili tre categorie di “bullismo”: quella riconducibile ad un piano prettamente fisico (spintoni, botte, tormenti fisici), quella che agisce sulla psiche (pettegolezzi, maldicenze, esclusione dal gruppo) e quella di tipo verbale (che si esprime attraverso prese in giro, provocazioni, offese).

Abuso di potere e bullismo

Non tutti i comportamenti adottati da bambini e adolescenti rientrano nell’accezione di bullismo: se corrispondono ad un desiderio di aggredire che si protrae nel tempo in maniera sistematica ai danni di una sola vittima, allora si può parlare di bullismo (secondo quanto dichiarano gli esperti che studiano e approfondiscono tale problematica). L’abuso di potere è il tipico atteggiamento dei bulli: quanto più la classe lo riconosce e questo comportamento avviene in pubblico tanto più il ruolo di bullo viene accettato e subito dai coetanei e dalle vittime stesse.

Il ruolo degli insegnanti

Gli insegnanti che si accorgono di episodi di bullismo all’interno delle classi hanno il dovere di intervenire e mettere al corrente i genitori (senza però creare inutili allarmismi). Può essere utile parlare ai ragazzi in maniera generica del fenomeno ed esortarli a parlarne per capire che grado di accettazione o sottomissione esiste da parte delle vittime dei bulli.

Nello stesso tempo, non bisogna cristallizzare i bulli nel loro ruolo, ma cercare di integrarli in attività di gruppo in cui possano sfogare rabbia e frustrazione. Naturalmente la coesione tra scuola e famiglia in questi casi è indispensabile, per arrivare a capire a fondo i motivi alla base dell’atteggiamento prevaricatore e violento dei bulli. Da anni le scuole si stanno attivando con iniziative mirate a prevenire il fenomeno del bullismo.


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