L’Italia è in piena ondata di calore con temperature che stanno battendo ogni record. L’anticiclone africano ha portato un’ondata di caldo intenso, con punte che sfiorano i 45°C nelle zone interne della Sardegna. Ma non è solo l’isola a soffrire: il caldo è diffuso su tutto il territorio nazionale, con effetti significativi sull’agricoltura, la salute pubblica e l’ambiente.
Record di temperature in Sardegna e al Centro-Sud
La Sardegna è la regione più colpita, con temperature che hanno raggiunto i 44,5°C a Carbonia e i 44,1°C a Santadi. Anche altre località interne dell’isola superano i 40°C rendendola la zona più calda d’Italia. Ma il caldo non risparmia il resto del Paese: in Sicilia a Nissoria si sono registrati 41°C mentre in Calabria a Cosenza la colonnina di mercurio ha toccato i 39°C.
Anche l’Abruzzo e la Toscana non sono da meno, con temperature che superano i 39°C in diverse località.
Temporali al Nord e previsioni per i prossimi giorni
Mentre il Sud e il Centro Italia soffrono il caldo, al Nord la situazione è diversa. In PiemonteLombardia e nel Nordest si stanno verificando temporali localmente intensi, innescati da infiltrazioni di aria più umida.
In particolare, nel Bellunese gli accumuli pluviometrici hanno raggiunto i 25mm in poche ore. Le previsioni indicano che il caldo continuerà a essere intenso fino al weekend, quando un cedimento dell’alta pressione porterà un abbassamento delle temperature di 4-5 gradi anche se la colonnina di mercurio resterà comunque sui 33-34°C.
Allerta rossa in diverse città italiane
L’allerta per il caldo è massima in diverse città italiane. Secondo il bollettino del ministero della Salute, domani 15 luglio l’allerta rossa sarà estesa a BolognaFrosinone e Roma mentre giovedì 16 luglio il numero di città in allerta rossa salirà a 15 tra cui CagliariCampobassoGenovaLatinaPalermoPescaraRieti e Viterbo. Anche BresciaFirenzePerugia e Torino sono già in allerta rossa.
Impatti del caldo sull’ambiente e sull’agricoltura
Il caldo intenso sta avendo gravi conseguenze sull’ambiente e sull’agricoltura. In Piemonte la siccità e l’assenza di piogge stanno determinando un’emergenza idrica, con un calo delle precipitazioni tra il 50 e il 60% negli ultimi tre mesi. La Regione sta lavorando con la Valle d’Aosta e il Canton Ticino per aumentare la fornitura di acqua per l’uso nei campi, mentre già un centinaio di Comuni hanno emesso ordinanze per regolare la gestione dell’acqua potabile. La paura è di rivivere la siccità del 2026 quando il Piemonte aveva affrontato la siccità più grave mai registrata nel bacino del Po negli ultimi due secoli.
Anche i mari non sono risparmiati dal caldo, con temperature superficiali che spesso superano i 30°C favorendo l’evaporazione dell’acqua che finisce nell’atmosfera. Questo fenomeno contribuisce all’accumulo di calore e all’aumento dell’umidità, creando le condizioni ideali per i nubifragi sempre più brevi e intensi. Questi temporali possono anche non essere previsti dai modelli matematici, perché si estendono verticalmente sulla colonna atmosferica, rendendo difficile la loro previsione.
