Il Caprices Festival Winter 2026 ha segnato un passaggio decisivo nella storia di uno dei festival di musica elettronica più riconoscibili d’Europa. Dopo 23 anni a Crans-Montana, la 24ª edizione ha inaugurato una nuova fase trasferendosi definitivamente a Eggli, sopra Gstaad, in Svizzera, a 1.550 metri di altitudine. Più che un semplice cambio di sede, è sembrato l’avvio di un nuovo capitolo, capace di ridefinire il rapporto tra paesaggio alpino e cultura club.
Il paesaggio come parte del festival
La nuova location ha avuto un ruolo centrale nell’identità dell’edizione. I tre stage principali — Peak Stage, Ridge Stage e CNTRL Room, con l’aggiunta della Secret Room — sono stati allestiti in strutture di vetro immerse nel panorama delle Alpi svizzere, trasformando la montagna in parte integrante dell’esperienza. Il contrasto tra l’ambiente innevato e la dimensione notturna del festival ha confermato il tratto distintivo di Caprices: unire l’immaginario del clubbing internazionale a un contesto naturale fortemente scenografico.
L’edizione si è svolta su due weekend, dal 13 al 15 e dal 20 al 22 marzo 2026, con oltre 100 artisti internazionali. Anche l’organizzazione logistica ha cercato di sostenere la complessità della destinazione, con navette gratuite e un treno notturno pensati per facilitare l’accesso e i rientri.

Il cuore sonoro del secondo weekend
È stato soprattutto il secondo weekend, dal 20 al 22 marzo, a restituire in modo più compiuto la direzione artistica del nuovo corso. Il programma ha privilegiato una selezione ampia ma coerente, tra house, minimal, afro e groove ipnotici, costruendo un’atmosfera più profonda e immersiva che spettacolare.
Tra i momenti più attesi, il b2b tra Ricardo Villalobos e Sonja Moonear ha rappresentato uno dei set simbolici dell’edizione, mentre Jamie Jones ha portato il lato più diretto e trascinante del festival. Mau P, tra i nomi più richiesti della nuova generazione tech-house, ha aggiunto un’energia più immediata e orientata al dancefloor. Attorno a loro, una line-up solida e trasversale ha incluso anche Bedouin, DJ Tennis, Damian Lazarus, Enzo Siragusa, Mita Gami, Prospa, Chez Damier, Fumiya Tanaka, Guti (Live), Craig Richards b2b Call Super, Move D, Dan Ghenacia, Vintage Culture, Sally C, Traumer, Toman, Shimza e Francesco Del Garda, insieme ai takeover dei collettivi Grocerie di Zurigo e Slapfunk di Amsterdam.

Gstaad come destinazione lifestyle
Caprices è stato anche un pretesto perfetto per vivere Gstaad oltre il festival. La località, cuore del Saanenland bernese, è nota per la sua promenade pedonale, tra boutique, ristoranti, hotel di fascia alta e chalet dal profilo impeccabile, in un equilibrio molto svizzero tra eleganza discreta e atmosfera alpina. Per chi arrivava in anticipo o si fermava qualche giorno in più, il soggiorno poteva facilmente estendersi tra shopping, fine dining, spa, ski lifestyle e passeggiate nei villaggi vicini come Saanen e Schönried, oltre alle attività outdoor rese accessibili dalle tre cabinovie che collegano l’area. In questo senso, il festival ha rafforzato la sua natura ibrida: non solo appuntamento musicale, ma esperienza di destinazione.

Le prospettive
Secondo Kerol Kollom, Head of Events and Talent del festival, uno degli aspetti più riusciti è stato il modo in cui il nuovo sito ha permesso al pubblico di muoversi tra stage e linguaggi diversi, mantenendo al centro la varietà musicale che da sempre definisce Caprices. Nelle sue parole, il prossimo obiettivo sarà lavorare soprattutto sull’accessibilità della destinazione, anche attraverso una collaborazione più stretta con il sistema ricettivo locale. È probabilmente qui che si giocherà il futuro del festival. Se il debutto a Gstaad ha confermato la forza iconica del format, la prossima sfida sarà renderlo più accessibile senza snaturarne l’identità. Intanto, Caprices Winter 2026 ha dimostrato che il trasferimento non è stato un semplice spostamento, ma l’inizio di una nuova era.