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Pamela Genini, l’ex fidanzato Francesco Dolci in Procura: consegnata una memoria con nomi e contatti

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Profanazione della tomba di Pamela Genini e nuove attività investigative: il ruolo di Francesco Dolci nelle indagini ancora aperte.

La vicenda legata alla profanazione della tomba di Pamela Genini continua a sollevare interrogativi e a mantenere alta l’attenzione degli inquirenti della Procura di Bergamo. Dopo l’omicidio della giovane nel 2025, il successivo episodio avvenuto nel cimitero di Strozza ha riacceso l’interesse sul caso, aprendo nuovi approfondimenti investigativi per chiarire dinamiche e possibili responsabilità.

Nel quadro delle attività in corso emerge anche la posizione di Francesco Dolci, ex fidanzato della ragazza, che in queste ore ha depositato avrebbe memoria in cui sarebbero elencati alcuni nomi di persone che avevano avuto a che fare con Pamela.

Le testimonianze e le ipotesi sul gesto della profanazione

Dolci

ha ribadito più volte la propria disponibilità a collaborare con gli investigatori, sostenendo di non essersi mai sentito sotto sospetto. “Secondo me gli inquirenti mi credono e mi fanno collaborare, non mi sono mai sentito un sospettato”, aveva dichiarato, spiegando che gli sarebbe stato chiesto aiuto perché considerato una delle ultime persone a conoscere davvero la vita di Pamela.

Secondo lui, molte persone vicine alla ragazza eviterebbero di parlare “perché hanno paura”, rendendo il suo contributo utile per chiarire diversi aspetti ancora oscuri.

Anche Elisa, una delle migliori amiche di Pamela, è intervenuta durante la trasmissione Ore 14 su Rai 2, sottolineando il desiderio di ottenere giustizia e di ritrovare al più presto i resti mancanti della giovane. Ha inoltre precisato di non avere alcun riscontro sul presunto giro di riciclaggio emerso nelle indiscrezioni: “Non conosco niente di conti e cassette di sicurezza in Italia e all’estero”. Secondo la donna, il gesto di decapitare la salma sarebbe riconducibile a una persona incapace di accettare la separazione emotiva da Pamela: “chi ha fatto questo gesto è una persona che non è stata capace di distaccarsi da lei”, qualcuno che sentiva ancora il bisogno di esercitare controllo su di lei anche dopo la morte.

Caso Pamela Genini, la Procura deposita una memoria su Francesco Dolci

Come riportato da Il Giorno, Francesco Dolci, ex compagno di Pamela Genini, si sarebbe presentato spontaneamente presso la Procura di Bergamo insieme al suo legale, l’avvocato Eleonora Prandi, depositando una memoria contenente alcuni nominativi di persone che avrebbero avuto rapporti con la giovane. L’imprenditore edile di Sant’Omobono Imagna non si sarebbe fermato a parlare con i magistrati, limitandosi alla consegna della documentazione. Il suo gesto si inserisce nell’inchiesta ancora in corso sul vilipendio del cadavere della 29enne, la cui tomba, nel cimitero di Strozza, è stata profanata con l’asportazione della testa.

Al momento non risulterebbero persone indagate. Pamela Genini era già finita al centro della cronaca nel 2025, quando fu uccisa a Milano da Gianluca Soncin. Nei giorni precedenti, Dolci è stato coinvolto anche nel cosiddetto caso del “capello biondo”, rinvenuto nella sua abitazione di Sant’Omobono Imagna su una ragnatela all’interno di una botola. Il ritrovamento è stato segnalato da un inviato di “Chi l’ha visto?”, che ha poi informato i carabinieri. L’uomo ha spiegato che la presenza del capello non sia insolita, affermando: “lei viveva in questa casa” e che quindi quel ritrovamento, se appartenesse a lei, sarebbe stato del tutto “naturale”. Già il 14 aprile era stato ascoltato per dodici ore dai carabinieri di Bergamo come testimone nell’ambito dell’indagine sulla profanazione.