Il caso legato a Pamela Genini continua a svilupparsi tra indagini giudiziarie e nuovi elementi emersi sul piano economico e personale. Al centro dell’attenzione resta la figura dell’ex compagno Francesco Dolci, le cui dichiarazioni e i rapporti con la giovane vengono analizzati dagli inquirenti nell’ambito di un’inchiesta più ampia che comprende anche aspetti economici e circostanze ancora da chiarire.
Pamela Genini e il cadavere profanato: indagini, contesto del caso e sviluppi investigativi
Il caso è legato alla morte di Pamela Genini, 29 anni, uccisa a Milano il 14 ottobre 2025 da Gianluca Soncin. Dopo l’omicidio, il corpo della giovane è stato anche oggetto di un grave episodio di profanazione nel cimitero di Strozza, dove la tomba sarebbe stata violata e la testa del cadavere sottratta.
Su questi fatti la Procura di Bergamo ha aperto un fascicolo per vilipendio di cadavere e furto, operando su più linee investigative senza escludere alcuna ipotesi.
Un elemento centrale del contesto riguarda la posizione dell’ex compagno Francesco Dolci, che al momento non è indagato ma ha attirato grande attenzione mediatica. Secondo quanto ricostruito, si trovava al telefono con Pamela durante l’irruzione di Soncin nell’abitazione della ragazza a Gorla, momento in cui lei avrebbe espresso nuovamente timori per la propria sicurezza.
L’aggressore sarebbe entrato in casa utilizzando una copia delle chiavi procurata in precedenza.
La vicenda ha anche generato tensioni e interpretazioni contrastanti: la madre di Pamela, Una Smirnova, avrebbe contestato la narrazione di Dolci, sostenendo che tra i due vi fosse soltanto un rapporto di amicizia e non una vera relazione sentimentale, accusandolo inoltre di essere stato eccessivamente coinvolto nella vita della figlia. Tuttavia, tali affermazioni restano al momento prive di riscontri giudiziari concreti.
Ulteriori accertamenti hanno riguardato anche un sopralluogo nella casa di Dolci a Sant’Omobono Terme, effettuato dopo una segnalazione della trasmissione Chi l’ha visto?, durante il quale è stato rinvenuto un capello biondo in una botola collegata all’impianto della piscina. Il reperto è stato sequestrato dai carabinieri, ma gli investigatori avrebbero precisato che, anche qualora riconducibile a Pamela, non costituirebbe di per sé un elemento decisivo. Lo stesso Dolci ha sostenuto che la giovane frequentasse abitualmente l’abitazione e che la presenza di suoi capelli fosse quindi normale, aggiungendo che anche altri familiari hanno capelli simili.
Pamela Genini, l’ex Francesco Dolci a Quarto Grado: “Le ho dato 400mila euro in 7 anni”
Nel corso di un’intervista andata in onda a Quarto Grado, condotta da Gianluca Nuzzi, Francesco Dolci — imprenditore originario di Sant’Omobono Terme (Bergamo) ed ex compagno di Pamela Genini — ha affermato di aver sostenuto la giovane con somme rilevanti nel corso della loro frequentazione. In particolare, ha dichiarato di averle versato complessivamente circa 400mila euro in sette anni, precisando che si sarebbe trattato di spese legate alla vita quotidiana e a diverse necessità personali.
Nel corso dell’interrogatorio del 13 aprile presso il Comando dei carabinieri di Bergamo, Dolci avrebbe ribadito la stessa cifra, spiegando che si tratterebbe di un impegno economico costante nel tempo. A suo dire, si parlerebbe di circa 50mila euro l’anno, includendo pranzi, cene e altre attenzioni materiali, arrivando a citare anche gesti quotidiani particolari come l’acquisto di alimenti specifici richiesti da Pamela. Interrogato sulla possibilità che tali somme potessero essere destinate alla madre della ragazza e al compagno, ha risposto: “Ci mancherebbe”, aggiungendo che “fanno parte dell’asse ereditario, a me interessa che venga fatta giustizia, non interessano i soldi. Non sono una persona venale”.
Dolci, che attualmente non risulta indagato, è finito comunque sotto osservazione nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bergamo, che sta valutando anche eventuali aspetti economici collegati alla vicenda. In parallelo, lo stesso ha dichiarato pubblicamente: “chiedo giustizia per lei”.