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Come sta Daniele Scardina: la seconda vita di King Toretto tra riabilitazione e forza di volontà

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Daniele Scardina, detto “King Toretto”: un percorso di sacrificio e fisioterapia dopo il malore del 2023. Ecco come sta oggi.

La storia di Daniele Scardina, conosciuto come “King Toretto”, è quella di un atleta che ha dovuto affrontare il combattimento più duro della sua vita lontano dal ring. Dopo un grave problema di salute nel 2023, il pugile sta vivendo un lungo percorso di riabilitazione fatto di sacrificio, disciplina e determinazione, con l’obiettivo dichiarato di tornare a camminare e riprendersi la propria vita.

Ecco come sta oggi.

La nuova vita di “King Toretto” dopo il malore: la forza di Daniele Scardina

King Toretto non ha mai davvero abbandonato l’idea di tornare. Il pugile italiano Daniele Scardina ha infatti raccontato ai suoi follower, attraverso un lungo messaggio su Instagram, di essere completamente immerso nel proprio percorso di recupero, scegliendo volontariamente di isolarsi per concentrarsi solo su se stesso e sulla riabilitazione: “Sono un po’ sparito, sì.

Ma non è un caso… è una scelta. In questo momento non mi serve stare fuori, non mi serve distrarmi. Mi serve stare chiuso, concentrato, ossessionato dal mio recupero“.

Il giorno più difficile risale al 28 febbraio 2023, quando durante un allenamento in palestra un movimento improvviso del collo avrebbe provocato la rottura di alcune vene a ponte e un conseguente ematoma sottodurale.

Da lì l’emergenza, l’intervento chirurgico all’Humanitas di Milano, il coma durato circa un mese e mezzo e le conseguenze neurologiche che hanno inciso sulla mobilità degli arti inferiori. Dopo un lungo ricovero e un rientro a casa avvenuto quasi dieci mesi più tardi, il 20 dicembre, è iniziata una fase di riabilitazione intensa e costante, proseguita dal 2024 con sedute quotidiane di fisioterapia. Anche la sua autobiografia, King Toretto, ripercorre questo confine netto tra la vita precedente e quella successiva all’incidente.

Che fine ha fatto Daniele Scardina? Ecco come sta oggi King Toretto dopo il malore

Il percorso di Scardina non è soltanto medico, ma profondamente mentale e umano. Nei video condivisi durante la riabilitazione emerge una determinazione lucida, fatta di disciplina quotidiana e resistenza interiore. In uno dei passaggi più intensi ha dichiarato: “Ci sono giorni in cui mollerei tutto per tornare dalla mia famiglia ma ho capito una cosa semplice: tutto può aspettare. Il mio fisico no. La mia testa no. Qui sto trovando una pace che non avevo da tempo. Silenzio, disciplina, lavoro vero. Quello che non si vede“.

Nonostante le difficoltà ancora presenti, la progressione è costante e accompagnata da una consapevolezza nuova. Il pugile stesso ha ammesso: “Non è un periodo facile, ma è quello giusto. I risultati stanno arrivando, poco alla volta… ed è questo che conta. Perché alla fine la cosa più importante è stare bene, davvero, in qualsiasi modo…..E quando tornerò… non sarà per partecipare. Sarà per riprendermi tutto. Perché la mia fame di vittoria non è mai andata via“.

La sua storia nasce a Rozzano, nell’hinterland milanese, dove la boxe è diventata una via di salvezza e disciplina. Da lì una carriera quasi impeccabile sul ring, con 20 vittorie su 21 incontri, il titolo Internazionale IBF nel 2019 e quello Intercontinentale WBO nel 2021, oltre alla popolarità oltre lo sport. Oggi, oltre alla riabilitazione, porta avanti progetti legati al sociale, come l’organizzazione di eventi pugilistici e l’idea di aprire una palestra per persone con disabilità. E nel raccontare il suo percorso, non manca la parte più simbolica della sua rinascita: “Mi davano per morto. Per molti non c’erano speranze. Svegliarmi dal coma? Quasi impossibile. Parlare di nuovo? Fuori discussione. Tornare a muovermi? Una follia. Eppure… sono ancora qui“.

La vicenda di Scardina va oltre lo sport e le vittorie sul ring: è il racconto di una rinascita costruita giorno dopo giorno, tra fatica, pazienza e una volontà che non si è mai spenta. Il suo percorso non è ancora concluso, ma rappresenta già una dimostrazione concreta di resistenza e determinazione, in cui ogni piccolo progresso diventa un passo verso un futuro ancora tutto da scrivere.

 

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