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Chi è Massimo Tartaglia
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Chi è Massimo Tartaglia

886 N Massimo Tartaglia

Massimo Tartaglia – nato nell’agosto del 1967 – è ingegnere elettronico e prima dei fatti era titolare dell’azienda Altalek, sita in Corsico (per la produzione di macchine obliteratrici per autobus). Tartaglia sale agli onori della cronaca il 13 dicembre 2009, quando impugnando un souvenir raffigurante il Duomo di Milano lo scaglia contro l’allora premier Silvio Berlusconi provocandogli una lesione al viso che ha indotto l’ex- premier a sottoporsi a diversi interventi di chirurgia plastica. Volontario del WWF, incensurato e di indole altrimenti pacifica, non legato ad alcun gruppo o movimento politico, la reazione violenta di Massimo Tartaglia è stata dettata da insofferenza verso l’ex-premier, ma all’atto dell’arresto fu trovato anche con una bomboletta spray al peperoncino in tasca e per questo incriminato per lesioni personali aggravate dalla qualità della persona offesa e dalla premeditazione.

Osannato da alcuni, insultato da altri, Tartaglia – dopo il processo con rito abbreviato – fu assolto, ma ritenuto incapace di intendere e di volere nell’atto di compiere il gesto è stato rinchiuso per 5 anni nella comunità per disabili psichici a San Colombano al Lambro.

Uscito dall’istituto, Tartaglia è tornato a casa dai genitori a Cesano Boscone – ironia della sorte – lo stesso comune in cui Berlusconi, ogni venerdì, svolge il volontariato in una casa di cura per anziani.

Nello stesso periodo dell’anno in cui commise il fatto e in pieno clima natalizio, Tartaglia torna all’attenzione dei media presentandosi al provino per indossare i panni di Santa Claus presso il centro commerciale di Galleria Borromea a Peschiera Borromeo. Impacciato e goffo, è stato bocciato al provino, perdendo l’occasione di guadagnare 2000 €. Il casting pubblico si è svolto il 30 novembre. Da bravo ingegnere potrebbe tornare a progettare cose nuove, come quando 15 anni fa, alla Fiera di Milano, presentò la sua invenzione “Quadri Musicali”, dei quadri che si illuminavano di diversi colori a seconda della musica che si ascolta nella stanza in cui sono appesi.

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