Negli ultimi mesi, i social media hanno giocato un ruolo cruciale nella diffusione di informazioni errate riguardanti la crisi migratoria a Ceuta. Prima che circa 70.000 persone attraversassero il confine con il territorio spagnolo di Ceuta, che confina con il Marocco, su TikTok, Facebook e altre piattaforme di social media sarebbero circolati video che promettevano una via più semplice per arrivare in Europa.
Secondo diverse testimonianze, alcuni sostenevano che il confine fosse aperto, mentre altri lasciavano intendere che i migranti arrivati via mare non potessero essere rimandati indietro subito. Altri hanno pubblicato foto del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, presentandolo come un leader che avrebbe dato “dignità e riconoscimento a chi costruisce la Spagna”, richiamando un recente programma del governo per regolarizzare migliaia di migranti, senza però spiegare che si applicava solo a chi già viveva nel Paese.
La disinformazione sui social media
Mentre sui social comparivano video che mostravano migliaia di persone radunarsi sulle coste, è emersa una seconda ondata di affermazioni fuorvianti, questa volta sulle cause degli attraversamenti e sul destino di chi fosse riuscito a raggiungere la Spagna. Ecco alcune delle principali affermazioni circolate e che cosa mostrano finora le prove.
La sentenza della Corte suprema spagnola
Pedro Sánchez sostiene che i trafficanti di migranti abbiano deliberatamente travisato una recente sentenza della Corte suprema per incoraggiare le persone ad attraversare il confine, mentre attivisti per i diritti dei migranti e per i diritti umani affermano che le voci sugli eventi, diffuse sui social, abbiano contribuito a scatenare l’ondata improvvisa.
Nei giorni precedenti agli attraversamenti, sui social sono circolati post secondo cui la Spagna avrebbe di fatto allentato le sue norme sull’immigrazione, concentrandosi su due sviluppi reali: una decisione presa da Madrid per regolarizzare migliaia di migranti e la sentenza della Corte suprema.
La sentenza non riconosceva ai migranti il diritto di restare in Spagna, ma stabiliva che i migranti intercettati dopo l’arrivo via mare non potessero essere immediatamente rimandati indietro in base al regime speciale di frontiera applicato a Ceuta e alla città gemella di Melilla, e dovessero invece essere sottoposti alla normale procedura legale di rimpatrio prevista dalla Spagna.
Le accuse tra Spagna e Marocco
Esponenti politici spagnoli hanno accusato Rabat di aver permesso alle persone di attraversare, richiamando l’attenzione sul controllo limitato dei confini. Un fotografo dell’Associated Press ha riferito di aver visto agenti marocchini farsi da parte, prima di un successivo intervento delle forze di sicurezza.
Il Marocco ha in seguito sostenuto di aver avvertito la Spagna che la sentenza della Corte suprema avrebbe potuto incoraggiare più persone a tentare la traversata, sostenendo che le reti di trafficanti avrebbero sfruttato la decisione online, cosa che la Spagna nega.
Le nuove regole UE sui deepfake
A partire dal 7 agosto 2026, i deepfake e gli altri contenuti generati dall’intelligenza artificiale devono essere etichettati, con l’entrata in vigore delle ampie norme europee sulla trasparenza dell’IA. L’obiettivo? Fare in modo che gli europei sappiano subito se i contenuti online che vedono sono reali o falsi.
Le linee guida prevedono inoltre che chi utilizza sistemi di IA debba informare le persone quando sono esposte a strumenti di riconoscimento delle emozioni e di categorizzazione biometrica, deepfake e testi pubblicati su temi di interesse pubblico senza revisione o controllo editoriale umano.
Le norme riguardano i contenuti realizzati per scopi professionali, e l’UE assicura che chi usa l’IA solo a livello personale non sarà interessato. Anche i testi che mirano a informare il pubblico su questioni di interesse generale dovranno essere etichettati, se sono creati con l’IA senza supervisione editoriale umana.
I sistemi di IA già esistenti avranno tempo fino al 2 dicembre 2026 per adeguarsi alle nuove regole. Sono previste eccezioni per opere “artistiche, creative, satiriche, di finzione”.
Nuovi appelli sui social media
Negli ultimi giorni, hanno iniziato a circolare sui social media come TikTok e WhatsApp messaggi che invitano le persone a partecipare a gruppi creati per coordinare un tentativo collettivo di attraversare il confine tra il Marocco e la città autonoma spagnola di Ceuta.
Il governo della città autonoma spagnola di Ceuta è “preoccupato” per gli appelli che circolano sui social media marocchini relativi a un nuovo ingresso di massa nell’enclave che sarebbe stato programmato per il prossimo 15 agosto. Lo ha affermato il portavoce del governo di Ceuta, Alejandro Ramirez.
Ramirez ha assicurato che l’amministrazione locale ha riportato “questi messaggi” all’attenzione “delle autorità competenti affinché possano prenderli in considerazione nel caso in cui si verifichi qualcosa di simile”. “Speriamo che non accada”, ha concluso il portavoce.
