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Condanne per il crollo del Ponte Morandi: i dettagli della sentenza

Condanne per il crollo del Ponte Morandi: i dettagli della sentenza

Dopo anni di attesa, finalmente le condanne per il crollo del Ponte Morandi a Genova. Scopri chi sono i condannati e quali le pene.

Il 14 agosto 2018, un violento temporale ha segnato per sempre la storia di Genova con il crollo del Ponte Morandi. Oggi, dopo otto anni di processo, finalmente arrivano le condanne per questa tragedia che ha sconvolto l’Italia.

La sentenza di primo grado è stata pronunciata il 16 luglio 2026, chiudendo un capitolo doloroso per le vittime e le loro famiglie.

Ma chi sono i condannati e quali le pene?

Le condanne principali

L’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci è stato condannato a 12 anni di reclusione. La Procura aveva chiesto una pena più pesante, pari a 18 anni e 6 mesi. Castellucci era già stato condannato per il disastro stradale di Avellino.

Non è stato l’unico a ricevere una condanna.

Anche Mauro Coletta ex direttore della Vigilanza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha ricevuto una pena di 5 anni di reclusione. Per lui, i pubblici ministeri avevano richiesto 10 anni.

Gli ex vertici di Aspi e Spea

Le condanne hanno coinvolto anche gli ex vertici di Aspi e Spea. Michele Donferri Mitelli ex numero tre di Aspi, è stato condannato a 11 anni mentre il pm aveva chiesto 15 anni e sei mesi.

Paolo Berti ex numero due Aspi, ha ricevuto una condanna di 5 anni e sei mesi con una richiesta di 12 anni e sei mesi. Infine, Antonino Galatà ex ad di Spea, è stato condannato a 5 anni e sei mesi con una richiesta di 7 anni.

Il processo e le reazioni

Il processo è durato otto anni con 283 udienze. Per il comitato dei parenti delle vittime, questa sentenza è un passo fondamentale verso la verità. Egle Possetti presidente del Comitato, ha dichiarato: “È una giornata importantissima perché avremo il primo verdetto.”

La tragedia del Ponte Morandi ha lasciato un segno indelebile non solo a Genova, ma in tutto il Paese. Il crollo del pilone numero nove ha causato la morte di 43 persone tra cui italiani e cittadini di altre sei nazionalità. La sentenza di primo grado è stata un momento cruciale per tutte le parti coinvolte.

Le scuse di Autostrade per l’Italia

Alla vigilia della sentenza, l’Ad di Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana ha scritto una lettera di scuse ai familiari delle vittime. “In queste ore siamo in attesa della sentenza di primo grado sulla tragedia del Ponte Morandi, con lo stesso desiderio di verità che sentono i familiari delle vittime, i cittadini genovesi e tutti gli italiani”, ha scritto Giana.

Tuttavia, le scuse sono state accolte con scetticismo. Egle Possetti ha commentato: “Siamo sbigottiti di leggere stamattina sui giornali nazionali un comunicato dell’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana che chiede scusa a nome della società per la strage del Ponte Morandi.”

La presidente del comitato ha aggiunto: “Le scuse, come ben sapete, dovevano essere fatte a suo tempo, ma nessuno le fece. I nuovi amministratori che via, via si apprestano a dirigere la società forse dovrebbero fare le scuse non appena nominati, spiegando però insieme alle scuse il loro piano dettagliato e molto convincente che vada in direzione opposta alla gestione pre crollo.”

Il futuro di Autostrade per l’Italia

Autostrade per l’Italia ha dichiarato di essere cambiata rispetto al passato, con un nuovo corso sotto il controllo dello Stato e nuovi azionisti. La società ha sottolineato l’impegno delle sue diecimila lavoratrici e lavoratori per garantire la sicurezza delle infrastrutture.

Tuttavia, le parole di Egle Possetti riflettono le preoccupazioni di molti: “La società è in parte pubblica e deve essere in grado di fare reale prevenzione, a maggior ragione perché ne possiedono una cospicua parte i cittadini, per tramite Cdp.”

La sentenza di primo grado è un passo importante, ma il cammino verso la verità e la giustizia è ancora lungo. Le condanne per il crollo del Ponte Morandi rappresentano un monito per il futuro, affinché tragedie come questa non si ripetano mai più.

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