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Corea del Nord, Giappone: ‘Non è più tempo del dialogo’
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Corea del Nord, Giappone: ‘Non è più tempo del dialogo’

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Corea del Nord, Giappone: 'Non è più tempo del dialogo'

Il premier giapponese Abe Shinzo ha affermato in un'intervista che la diplomazia non può servire a nulla con la Corea del Nord. Ciò che serve è esercitare massima pressione su Pyongyang.

Il primo ministro giapponese

Il mondo intero è col fiato sospeso per la minaccia della Corea del Nord a causa delle esercitazioni che puntano il Giappone.

Il New York Times ha pubblicato un intervento del primo ministro giapponese Abe Shinzo, che giovedì incontrerà a New York i presidenti di Stati uniti e Corea del Sud, Donald Trump e Moon Jae-in. In questo incontro si cercherà di fare il punto della minaccia balistica e nucleare nordcoreana.

Test nucleari nordcoreani

Il bellicismo di Pyongyang, avverte Abe, costituisce un pericolo “grave e imminente” per l’intero pianta. Il premier ricorda il test nucleare effettuato dal regime nordcoreano lo scorso 3 settembre, e i due missili balistici che hanno sorvolato l’isola giapponese di Hokkaido nelle ultime settimane, l’ultimo pochi giorni fa. Quei pericolosi test, sottolinea il primo ministro, dimostrano che ora Stati Uniti ed Europa rientrano nella portata delle armi strategiche di Pyongyang. le sanzioni unanimemente approvate dal Consiglio di sicurezza Onu loscorso 11 settembre costituiscono secondo Abe “un passo importante”, ma non si può ignorare che “la leadership di Pyongyang ha caparbiamente ignorato le passate risoluzioni”.

Minaccia nordcoreana reale da tempo

E’ necessario pertanto che “la comunità internazionale resti unita nell’attuazione delle sanzioni“, tenendo conto dell’ordine e della natura della minaccia che grava su Giappone e Corea del Sud: “Qui nell’Asia nord-orientale, la minaccia nordcoreana è reale da oltre un quarto di secolo.

affrontiamo la minaccia dei missili a corto e medio raggio e la possibilità di attacchi con armi chimiche”, scrive Abe, che ricorda anche i rapimenti di cittadini giapponesi da parte di Pyongyang negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, che costituiscono ancora oggi uno dei nodi irrisolti nelle relazioni tra Giappone e Corea del Nord.

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“Il dialogo non funziona con la Corea del Nord”

“Tutti quanti aspiriamo ad una soluzione pacifica a queste sfide, e a tal fine la solidarietà globale è della più grande importanza”, scrive il premier giapponese, “ma priorizzare la diplomazia e enfatizzare l’importanza del dialogo sono approcci che con la Corea del Nord non funzioneranno”. Secondo Abe Shinzo, “la storia dimostra che è essenziale una pressione costante e concertata da parte dell’intera comunità internazionale”.

Per provare la propria affermazione, il premier ripercorre le vicissitudini seguite negli anni Novanta all’uscita di Pyongyang dal Trattato di non proliferazione nucleare, e ammonisce: “la storia e i continui test balistici e nucleari dimostrano che quello del dialogo con la Corea del Nord sarebbe un vicolo cieco.

Pyongyang interpreterebbe nuovi colloqui come una prova che gli altri paesi hanno ceduto al successo dei suoi lanci missilistici e test nucleari”.

“Esercitare massima pressione sulla Corea del Nord”

Secondo Abe Shinzo, è necessario invece “esercitare la massima pressione sul Nord. Non possono più esserci altri ritardi”. Il Giappone si è mosso “ribadendo la propria alleanza con gli Stati Uniti, e coordinando le proprie azioni con questi ultimi e la Corea del Sud”. Tokyo, conclude il premier, chiede inoltre l’adozione di misure ancor più dure contro Pyongyang, che impediscano a quel paese di ottenere “merci, tecnologie, fondi ed esperti necessari a sviluppare ulteriormente i suoi programmi balistico e nucleare”.

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