Durante la notte tra giovedì 24 e venerdì 25 settembre è arrivata una segnalazione al numero unico di emergenza 112: una madre temeva che il figlio avesse aggredito qualcuno. L’intervento delle volanti della squadra mobile ha spostato l’attenzione da un appartamento di Mirafiori a Via Gulli, nel quartiere Borgo Vittoria di Torino, dove è stato scoperto un macabro ritrovamento.
Il ritrovamento a Via Gulli
Gli agenti, avvertiti da un intenso odore acre, hanno varcato la porta di un appartamento al quarto piano abitato da una professoressa di 47 anni, originaria di Rieti. Appena entrati, hanno individuato nel bagno diverse sacchetti neri contenenti resti umani. Il corpo di Fabio Colapietro 39 anni, risulta stato diviso in più parti: la testa era riposta in un contenitore, mentre arti e tronco erano stati chiusi in blocchi di cemento a presa rapida.
Accanto ai resti sono stati rinvenuti dei coltelli, probabilmente usati per la lacerazione.
Le condizioni del cadavere e gli oggetti rinvenuti
Le indagini forensi hanno confermato che il cadavere era stato smembrato in maniera deliberata, con l’intento di renderne difficile l’identificazione. I sacchi neri, alcuni dei quali ancora chiusi, contenevano frammenti di tessuto e ossa, mentre altri contenitori di cemento mostravano impronte di mani che sembravano appartenere a più individui.
I coltelli ritrovati, tutti di diverse dimensioni, sono stati sequestrati come prove decisionali.
Le indagini e i fermati
Coordinata dalla pm Lea Lamonaca la squadra mobile ha immediatamente avviato una serie di perquisizioni nei pressi di Mirafiori, dove viveva il figlio di 26 anni che aveva effettuato la telefonata al 112. Il giovane, di origine italo-brasiliano, ha dichiarato di aver partecipato a una rapina finita male e di aver ucciso Fabio Colapietro nell’appartamento di Via Gulli. Allo stesso tempo sono stati arrestati due altri soggetti: Nicole Formichetti, la proprietaria dell’appartamento, e una donna di 22 anni, entrambe accusate di favoreggiamento e concorso nella soppressione di cadavere.
Testimonianze dei vicini
Alcuni condomini hanno riferito di aver notato un continuo via-vai di persone intorno all’appartamento di Formichetti. Un vicino ha descritto la donna come “dimagrita in poco tempo” e ha segnalato la presenza frequente di un uomo alto, magro, sui trent’anni, e di un giovane “straniero, transgender” che la accompagnava. Secondo gli stessi testimoni, la comportamentale caotica della residenti e le frequenti visite di estranei avrebbero alimentato le tensioni nel condominio.
Nel frattempo, i magistrati di Torino hanno richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari la convalida dei fermi e l’applicazione di misure cautelari personali nei confronti dei tre indagati. La procura dovrà ancora definire se l’omicidio sia avvenuto nell’appartamento o se il corpo sia stato trasportato successivamente. Le indagini continuano, con ulteriori ascolti di persone che avevano avuto contatti con la vittima o con gli imputati.
