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Cortei Primo Maggio, scontri a Torino: “Vergogna, via la polizia”. Assisi: “Stop ai morti sul lavoro e pace in Ucraina”

Cortei Primo Maggio. Ad Assisi, la manifestazione è stata organizzata dai sindacati. A Torino, si sono verificati scontri tra manifestati e polizia.

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Un momento della manifestazione con la partecipazione dei sindacati No TAV e anarchici, in piazza Vittorio per il primo maggio, Torino, 01 maggio 2021. ANSA/TINO ROMANO

Cortei Primo Maggio: in numerose città italiane, sono stati organizzati cortei per la pace. Ad Assisi, la manifestazione è stata organizzata dai sindacati. A Torino, si sono verificati scontri tra manifestati e polizia.

Cortei Primo Maggio, scontri a Torino: “Vergogna, via la polizia”

Nella mattinata di domenica 1° maggio, si sono tenuti cortei per la pace in tutta Italia incentrati su tematiche come la guerra in Ucraina che, talvolta, sono degenerati in scontri con la polizia. In particolare, a Torino, intorno alle ore 11:30, lo spezzone sociale che sfilava in coda al corteo organizzato nel capoluogo piemontese ha tentato di sfondare il cordone di sicurezza della polizia ricorrendo all’uso di bastoni di bandiere e striscioni al fine di raggiungere il parco istituzionale presso il quale si stavano tenendo interventi ufficiali.

Alle provocazioni dei manifestanti, i militari hanno risposto con cariche di alleggerimento e con il lancio di qualche fumogeno. In questo contesto, i protestanti hanno urlato “vergogna” o “via la polizia”.

In seguito agli scontri con la polizia, il fondo del corteo composto dallo spezzone sociale e dei partecipanti più inclini alla contestazione ha organizzato un contro comizio in via Roma, opponendosi al comizio ufficiale in piazza San Carlo. Da anni, del resto, lo spezzone sociale non ha possibilità di accedere alla piazza per timore che si verifichino contestazioni e scontri violenti con gli esponenti della polizia.

Contro corteo a Torino: “La guerra è sempre un crimine”

Il contro corteo dello spezzone sociale era stato annunciato tramite social nei giorni dal centro sociale Askatasuna e dal Fronte della gioventù comunista.

Durante gli scontri con la polizia, i manifestanti che volevano accedere a piazza San Carlo hanno urlato: “La guerra è sempre un crimine. Chi sta parlando in questo momento in piazza San Carlo è complice. Lasciateci parlare”.

Verso le ore 12:00, poi, sul palco del contro comizio, è salito Angelo D’Orsi, accademico ed ex candidato sindaco di Torino per la sinistra che ha subito invocato lo sciopero generale contro la guerra. Dopo D’Orsi, sul palco è salito Gastone Cottimo, partigiano e docente di diritto commerciale di 97 anni che, dopo aver contestato il divieto di accesso in piazza San Carlo allo spezzone sociale, ha dichiarato: “Dobbiamo tenere duro. Qui vogliono mettere in discussione principi costituzionali. Il Primo Maggio è di tutti, di tutti i compagni e di tutti i lavoratori. Io ho quasi cent’anni ma vi posso dire che nella mia lunga vita un episodio così vergognoso come quello di oggi raramente l’ho visto. E per questo mi ribello con tutte le mie forze. Ne ho ormai poche ma vi dico che la mia generazione si è battuta per la libertà. Anche voi, tenete duro: libertà. Noi siamo contro la guerra e per la pace”.

Cortei Primo Maggio ad Assisi, Sbarra (Cisl): “Solidarietà al popolo ucraino”

Cortei per la pace sono stati organizzati anche in altre città italiane. Ad Assisi, ad esempio, dalle piazze di sono levati messaggi di pace, accompagnati da riflessioni sullo stato del mondo del lavoro e delle proposte di riforme.

Ad Assisi, il corteo per la pace è stato organizzato dai sindacati. In questa circostanza, infatti, il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, ha rivolto un appello ai presenti per sostenere “la centralità del lavoro” e ribadendo la necessità di avere un lavoro “dignitoso, di qualità, contrattualizzato, sicuro”. Il segretario generale della Cisl, inoltre, ha chiesto di fermare la “lunga scia di sangue causata dalle oltre 1300 vittime che ogni anno muoiono nelle nostre fabbriche, nei campi, sui cantieri”. E ha affermato: “Non abbiamo più sangue da dare. Chiediamo al Governo di pensare a un grande piano che azzeri la vergognosa conta dei morti”.

Luigi Sbarra, inoltre, si è focalizzato sulla guerra in Ucraina e ha dichiarato: “Siamo in piazza ad Assisi per lanciare un messaggio di pace e democrazia. Cessate il fuoco, aiuti ai profughi e negoziati di pace sono gli obiettivi verso cui muoversi. Ribadiamo la nostra solidarietà al popolo ucraino, ai milioni di profughi, alle migliaia di vittime innocenti che gravano sulla coscienza di Putin”.

Landini (Cgil): “Centralità del lavoro e dei diritti e una politica che superi la precarietà”

Dal palco di Assisi, è intervenuto anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che ha voluto esporre alcune riflessioni sul conflitto russo ucraino: “Il messaggio di questo 1° maggio è innanzitutto che bisogna fermare questa guerra assurda voluta da Putin e impedire che diventi una guerra mondiale”.

In relazione all’occupazione, invece, Landini ha affermato: “È necessario affermare la centralità del lavoro e dei diritti e una politica che superi la precarietà. In riferimento alle polemiche sulle proposte di riforma avanzate da Confindustria e dal suo presidente Carlo Bonomi, più favorevoli al taglio del cuneo fiscale che ad aumenti salariali, diciamo molto banalmente che c’è bisogno di aumentare i salari e quindi di rinnovare i contratti. È sotto gli occhi di tutti che la gente non ce la fa ad arrivare a fine mese, è necessario mettere più soldi in busta paga”.

Bombardieri (Uil): “Stop al dramma dei morti sul lavoro”

Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, invece, ha posto ancora l’accento sul “dramma dei morti sul lavoro”, ribadendo: “Serve più formazione, prevenzione e un intervento a partire dalle scuole. Bisogna che il governo abbia il coraggio di dire che le aziende che violano le norme sulla sicurezza non possono partecipare ai bandi pubblici e che le associazioni datoriali siano in grado di affermare che le aziende associate che violano le norme vanno fuori”.

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