Il Documento programmatico di finanza pubblica (DPFp), precedentemente noto come Nadef, è stato approvato dal Consiglio dei ministri e segna l’avvio del percorso verso la Manovra 2027. Il ministro Giancarlo Giorgetti ha esortato a mantenere un atteggiamento prudente perché il contesto internazionale rimane incerto e non tutte le proposte discusse troveranno spazio nella legge di bilancio.
Giovani e lavoro: la “start tax” al 5%
Uno dei dossier più dibattuti riguarda l’occupazione dei sotto-35 anni. L’ipotesi in esame prevede una “start tax” del 5 % sugli aumenti di retribuzione registrati da un anno all’altro per i dipendenti alle prime fasi della carriera. L’obiettivo è rendere più vantaggioso l’incremento salariale e contrastare la fuga dei laureati verso l’estero.
Incentivi aggiuntivi e libretto previdenziale
Al meccanismo si potrebbero affiancare premi per le imprese che alzano le buste paga ai giovani e una proroga del Bonus giovani per le nuove assunzioni. Per finanziare l’intero pacchetto servirebbe un investimento annuo di circa un miliardo di euro. Parallelamente, è previsto l’avvio di un “libretto previdenziale alla nascita”, alimentato da un contributo pubblico iniziale, da versamenti volontari familiari e, successivamente, dai contributi del titolare.
Energia e difesa: spese per resilienza e sicurezza
Il capitolo energia sfrutterà la maggiore flessibilità concessa dalle regole dell’Unione Europea. Una parte delle risorse extra sarà destinata al rafforzamento della sicurezza energetica e alla resilienza del sistema nel 2027-2028, con un impegno complessivo di circa 7 miliardi di euro in due anni.
Bonus casa e incentivi all’efficienza
Il governo valuterà inoltre il potenziamento dei bonus per la riqualificazione energetica di abitazioni e imprese. I tradizionali bonus casa dovrebbero essere ridotti rispetto ai livelli attuali a partire dal 2027, ma le risorse liberate potrebbero compensare la diminuzione.
Nel settore della difesa, il bilancio prevede un incremento di 7 miliardi di spesa nei due anni di riferimento. Tuttavia, il governo ha deciso di utilizzare solo 1,2 punti di PIL su un possibile 1,5, così da contenere l’impatto sul deficit e rispettare gli impegni presi in sede europea e nella NATO.
Equilibrio fiscale e prospettive di deficit
Le previsioni di deficit mostrano un valore sotto il 3 % nel 2026, per poi salire al 3,4 % nel 2027, al 3,2 % nel 2028 e scendere al 2,3 % nel 2029. Giancarlo Giorgetti ha precisato che, depurato l’effetto delle clausole su energia e difesa, il dato rimarrebbe al di sotto della soglia del 3 % fissata dall’UE.
Il nodo più impegnativo resta la rivalutazione degli assegni pensionistici. La Ragioneria generale stima che per adeguare le pensioni all’inflazione siano necessari oltre 10 miliardi di euro rispetto ai 5 miliardi previsti per il 2026. Un’altra proposta della Lega prevede la possibilità di andare in pensione a 64 anni per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, con un costo stimato di almeno 1,5 miliardi di euro l’anno.
Sul fronte fiscale è all’esame la riduzione dell’IRPEF per la classe media: l’aliquota del 33 % potrebbe essere estesa ai redditi tra 40 000 e 50 000 euro, attualmente tassati al 43 %. Il beneficio per chi supera i 50 000 euro sarebbe di circa 1 000 euro annui con un costo stimato di 3 miliardi per le casse pubbliche.
