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Crans-Montana, Jacques Moretti lascia il carcere: la cauzione e le misure cautelari

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Crans-Montana torna al centro dopo la liberazione di Jacques Moretti, titolare del locale Le Constellation devastato dall’incendio mortale.

Crans-Montana torna al centro della cronaca giudiziaria dopo la decisione del Tribunale delle misure coercitive di Sion di rimettere in libertà Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation distrutto dall’incendio di Capodanno. L’uomo ha lasciato il carcere dopo il versamento di una cauzione da 200mila franchi.

Strage di Crans-Montana: proseguono le indagini

Sul fronte investigativo, la procuratrice generale del Cantone del Vallese, Beatrice Pilloud, ha chiarito che al momento gli unici soggetti formalmente indagati sono i gestori del locale. Il Ministero Pubblico, tuttavia, non esclude ulteriori sviluppi e si riserva la possibilità di ampliare l’inchiesta a chiunque possa avere una responsabilità penale nella tragedia.

Intanto cresce il numero delle persone coinvolte sul piano giudiziario: sono circa 130 le parti offese e civili che si sono costituite nel procedimento, assistite complessivamente da una cinquantina di legali. Nel frattempo resta grave anche il bilancio sanitario, con decine di feriti ancora ricoverati in ospedali svizzeri e in strutture specializzate all’estero.

Crans-Montana, Jacques Moretti è fuori dal carcere: chi ha pagato la cauzione di 200mila franchi

Il Tribunale delle misure coercitive di Sion ha disposto la liberazione di Jacques Moretti, titolare del locale Le Constellation di Crans-Montana, devastato dall’incendio di Capodanno che ha causato 40 vittime e 116 feriti. Moretti, indagato insieme alla moglie Jessica Maric per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo, ha lasciato il carcere dopo il versamento di una cauzione pari a 200mila franchi, giudicata congrua dalla Procura in relazione alla sua attuale condizione economica. La somma, come chiarito dagli inquirenti, non sarebbe stata pagata direttamente dall’imputato ma da una persona a lui molto vicina, definita un “amico stretto”.

Nonostante la scarcerazione, Moretti resta sottoposto a misure cautelari, tra cui l’obbligo di firma, il divieto di lasciare il territorio svizzero e la consegna dei documenti di identità. Nel corso dell’udienza ha respinto ogni ipotesi di fuga, sottolineando di voler rimanere in Svizzera per fare piena luce su quanto accaduto e collaborare all’accertamento delle responsabilità.