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Crisi a Ceuta: Italia e Danimarca sollecitano controlli temporanei alle frontiere

Crisi a Ceuta: Italia e Danimarca sollecitano controlli temporanei alle frontiere

Una lettera firmata da 22 paesi, tra cui Germania e Austria, chiede all'Unione Europea di valutare controlli temporanei alle frontiere per gestire la crisi a Ceuta

La situazione a Ceuta ha scatenato una reazione a catena tra i paesi dell’Unione Europea. Italia e Danimarca hanno preso l’iniziativa, scrivendo una lettera congiunta ai vertici europei per sollecitare una risposta coordinata alla crisi migratoria. La missiva, firmata da 22 paesi tra cui Germania, Austria e Polonia, chiede una valutazione urgente sull’eventuale reintroduzione di controlli temporanei alle frontiere interne.

La lettera che scuote l’Ue

La lettera, indirizzata al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e al presidente di turno del Consiglio Micheál Martin, è un appello alla solidarietà europea. I firmatari chiedono la convocazione di una videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno per esaminare la situazione e definire una strategia comune.

Tra i punti chiave della richiesta, il rafforzamento del sostegno a Frontex e una maggiore cooperazione con il Marocco.

Le preoccupazioni espresse

Nella lettera, i 22 paesi esprimono profonda preoccupazione per i recenti sviluppi a Ceuta, sottolineando la necessità di impedire che i trafficanti di esseri umani mettano a repentaglio l’integrità delle frontiere esterne dell’Ue. Viene anche evidenziata la strumentalizzazione della recente sentenza della Corte Suprema spagnola, che avrebbe favorito l’attuale crisi.

I firmatari ribadiscono la disponibilità ad adottare tutte le misure necessarie per tutelare l’ordine pubblico e affrontare i rischi derivanti dai movimenti secondari.

La reazione di Pedro Sánchez

Non è rimasta inascoltata la richiesta di una riunione urgente dei ministri degli Interni. Anche il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha inviato una lettera alle istituzioni europee, esprimendo seria preoccupazione per la reazione di alcuni governi europei alla crisi. Sánchez ha definito asimmetrica la risposta dell’Ue, sottolineando che la maggior parte dei governi ha mostrato sostegno alla Spagna, mentre altri hanno scelto di attaccare Madrid.

Le critiche alla decisione italiana

Sánchez ha criticato la decisione dell’Italia di chiedere l’esclusione temporanea dall’area Schengen, definendola dettata da pregiudizi, disinformazione, ignoranza o interessi politici. Il premier spagnolo ha ribadito che Ceuta non fa parte dello spazio Schengen e che la Spagna è uno dei confini esterni meno permeabili dell’Unione, con un numero di ingressi irregolari pari alla metà di quello registrato in Italia negli ultimi anni.

La crisi a Ceuta continua a tenere banco in Europa, con l’Italia e la Danimarca in prima linea per una soluzione coordinata. La situazione richiede unità, determinazione e tempestività come sottolineato nella lettera firmata da 22 paesi. La speranza è che l’Ue possa rispondere in modo rapido ed efficace, garantendo la sicurezza delle frontiere esterne e la solidarietà tra gli Stati membri.

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