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Scarica il referto col cellulare e scopre di avere il cancro
Cronaca

Scarica il referto col cellulare e scopre di avere il cancro

cancro

Una donna di 44 anni denuncia di non aver avuto nessun supporto psicologico dai medici quando ha scoperto di avere un melanoma maligno.

A Treviso una donna ha scoperto di avere un cancro scaricando il referto del suo prelievo istologico sullo smartphone. “Non ho avuto nessuna assistenza psicologica”, denuncia la 44enne. L’Usl 2 puntualizza però che i test effettuati in libera professione non sono necessariamente vagliati e valutati in base all’esito degli esami.

Diagnosi 2.0

“Sapendo che qualsiasi diagnosi di cancro viene comunicata personalmente per le implicazioni psicologiche delicate che ne derivano, ho aperto il referto sorseggiando la tazza del caffè del mattino e ho letto la diagnosi di melanoma maligno. Tra l’altro era sabato. Non ho potuto parlare con nessun medico del reparto. Sono stata costretta ad aspettare fino a lunedì per un confronto diretto” racconta indignata Simona, 44 anni. La donna infatti ha scoperto di avere un tumore leggendo il referto scaricato con il suo smartphone.

La vicenda è accaduta nel luglio 2018 ma Simona ha deciso di raccontare la sua storia a Il Gazzettino per cercare di evitare che altre persone scoprano di avere un tumore in questa maniera.

“È inaccettabile. La lettura del referto di cancro scaricato sul cellulare senza filtro, senza sostegno, senza contenimento”, sottolinea. Francesco Benazzi, direttore generale dell’Usl 2, pur dispiaciuto per quanto accaduto, spiega che la colpa è delle norme in vigore e non dei medici.

“L’esame è stato fatto in libera professione. Esce da quello che fa l’Usl attraverso l’Anatomia patologica. – precisa – In libera professione, come previsto dalla legge, c’è la possibilità di scaricare i referti online: la risposta è diretta. Questi non vengono vagliati. Solo quelli che facciamo a livello istituzionale vengono valutati in base all’esito per poi chiamare le persone in modo da avere un confronto diretto“. La battaglia di Simona, quindi, dovrà essere combattuta a livello politico-istituzionale.

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