Addio a Giulia Cazzola, era l’erede dell’azienda Fope
Cronaca

Addio a Giulia Cazzola, era l’erede dell’azienda Fope

Giulia Cazzola
Giulia Cazzola

Si è spenta a 46 anni dopo una malattia. Da New York aveva diffuso l'attività famigliare, portando nel mondo il made in Italy della gioielleria.

E’ morta a New York, dove viveva, dopo una grave malattia. Giulia Cazzola si è spenta a 46 anni, era l’erede della Fabbrica Oreficeria Preziosi Esportazioni, l’azienda famigliare che realizza gioielli e li esporta in molti paesi del mondo.

Morta Giulia Cazzola, erede della Fope

L’imprenditoria vicentina piange Giulia Cazzola, morta prematuramente a 46 anni. La donna era l’erede della Fabbrica Oreficeria Preziosi Esportazioni (Fope), azienda che ha fatto storia nel mondo della gioielleria sia in Veneto sia in tutta Italia. Giulia si è spenta a New York – dove da anni viveva – dopo una grave malattia. Una laurea in Marketing and Advertising all’Università di Boston e un master in Gemmologia presso il GIA di New York, proprio nella Grande Mela aveva scelto di stabilirsi e far crescere l’attività famigliare, diffondendola e rendendola tra le più note al mondo. Lascia il marito e due figli piccoli. Sui social sono comparsi molti messaggi di cordoglio per questa “brava ragazza, intelligente”, “una donna speciale”.

La Fope

L’azienda Fope è nata da Umberto Cazzola nel 1929, quando fonda il primo laboratorio orafo.

Una passione, portata avanti con un approccio spesso innovatore e pionieristico, che Umberto trasmette anche al figlio Odino. Di generazione in generazione l’azienda è cresciuta. Inizialmente specializzata nella realizzazione di cinturini per orologi in oro o altri metalli, con gli anni crea una propria linea di gioielli trovando prima successo in Italia e poi anche all’estero. In campo internazionale il marchio Fope diventa sinonimo di eleganza e qualità del made in Italy. Attualmente l’azienda serve con i propri oggetti oltre 50 paesi nel mondo: dall’Europa, agli Stati Uniti, dagli Emirati al Sudafrica, fino a Hong Kong.

© Riproduzione riservata

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche