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Il figlio del ministro Tria con Mediterranea: “Salva vite”

Stefano Tria, figlio del ministro dell'economia, tra i vice skipper della Ong Mediterranea.

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Stefano Tria è uno di noi e fa quello per cui Mediterranea è nata: salvare e salvarci da questo orrore”. Con queste parole Mediterranea Saving Humans, ong che opera nel Mediterraneo, ha commentato la notizia della presenza del figlio del ministro Tria, nel ruolo di vice skipper.

La ong è stata coinvolta nella vicenda della nave Mare Jonio, approdata a Lampedusa il 19 marzo. Stefano era a bordo della barca a vela che accompagnava la Mare Jonio e una volta sbarcato, è stato obbligato a “rispondere secondo verità in ordine ai fatti”.

Tria vice skipper

Stefano Paolo Tria, classe 1980 e figlio di Giovanni Tria, fa parte della Ong cui fa capo la Mare Jonio, in qualità di vice skipper.

“Non ci siamo mai posti il problema di chi di ognuno di noi sia figlio o parente, ma di cosa possiamo fare per salvare quante più vite umane” ha riferito la ong Mediterranea Saving Humans. In realtà, secondo quanto riportato da Il Giornale, Tria era imbarcato sulla Raj, barca a vela che accompagnava la Mare Jonio e di cui è vice skipper dal 2009.

Stefano Tria fa infatti parte del circuito degli skipper che si alternano nelle varie missioni di Mediterranea.

La vicenda della Mare Jonio

La procura di Agrigento aveva posto sotto sequestro la nave Mare Jonio, mentre il comandante e il capo missione sono stati indagati con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Il dissequestro è avvenuto solo nella giornata di mercoledì 27 marzo. Contro l’intervento della nave, che si occupa di missioni umanitarie, si era schierato Matteo Salvini, che aveva parlato di “azione politica gestita da elementi dell’estrema sinistra”.

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