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È stato ritrovato il cadavere di Salvatore D’Auria: ipotesi suicidio

Scomparso lo scorso 5 settembre, Salvatore è stato trovato morto nei boschi di Piazza Armerina: è giallo sulle cause del decesso.

salvatore d'auria
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Salvatore D’Auria era scomparso da Caltanissetta lo scorso 5 settembre: la Polizia lo ha ritrovato morto nei boschi di Piazza Armerina. Nonostante non siano ancora note le cause del decesso del 52enne, l’ipotesi sulla quale propendono le indagini è quella di suicidio.

Salvatore, infatti, soffriva di problemi economici legati al mantenimenti dei due figli avuti con l’ex moglie. Il giorno in cui è scomparso aveva portato con sé 200 euro. Ad accorgersi della sua assenza e a lanciare i soccorsi sono stati i genitori dell’uomo.

Salvatore D’Auria trovato morto

Lo scorso 5 settembre Salvatore D’Auria si era recato in parrocchia a San Pio X per dare una mano alla mensa dei poveri e aveva in programma una visita in Municipio.

Da quanto si apprende, però, il 52enne non è mai arrivato in Comune. Da quel giorno è scomparso senza lasciare tracce e portando con sé soltanto 200 euro: a dare l’allarme sono stati gli anziani genitori. Salvatore D’Auria è stato ritrovato morto nei boschi di Piazza Armerina il 28 ottobre 2019: l’ipotesi sulla quale indagano gli inquirenti è quella di suicidio. L’uomo era stato affidato ai servizi sociali dopo un periodo trascorso in carcere.

Mentre lavorava nella mensa dei poveri, inoltre, aveva avuto l’occasione di conoscere Barbara, la donna con cui ha convissuto per qualche mese a Milano prima di tornare in Sicilia.

I progetti per il futuro

Salvatore viveva a Caltanissetta con i genitori. La madre lo descrive come una persona depressa, mentre Barbara ritiene che avesse importanti progetti per il futuro. “Mi aveva regalato un anello e presto saremmo tornati a vivere insieme – ha raccontato la compagna –.

Purtroppo era molto fragile per la situazione che stava, vivendo, la riteneva una grande ingiustizia”. Il 52enne, infatti, aveva problemi economici relativi al mantenimento dei figli avuti con nella precedente relazione. Il giudice, inoltre, gli aveva impedito di avvicinarsi ai suoi bambini. “Il mio compagno era un uomo buono – ha proseguito Barbara –. Ho vissuto con lui per quattro anni e con me è stato la persona più dolce della terra. Chiunque lo ha conosciuto dice la stessa cosa. Gentile, umile, disponibile. Lavoravamo insieme alla mensa dei poveri e lo amavano tutti”.

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