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Carabinieri arrestati a Piacenza: spariti 2 milioni di euro falsi

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Continuano le indagini sui carabinieri arrestati a Piacenza: spariti 2 milioni di euro in banconote false, sequestrati ad una banda di spacciatori.

Carabinieri arrestati a Piacenza: mistero su 2 milioni di euro falsi scomparsi nel nulla
Carabinieri arrestati a Piacenza: scomparsi 2 milioni di euro falsi.

Salta fuori un ulteriore elemento utile alle indagini sui sei carabinieri arrestati a Piacenza e di cui ne da notizia Il Giornale. La vicenda aveva portato all’azzeramento dei vertici militari per la sparizione di 2 milioni di ero falsi, ma la notizia fu tenuta nascosta e i trasferimenti d’urgenza presentati come normali avvicendamenti.

Di questa ingente somma di denaro fatta sparire nessuno ne ha mai saputo nulla.

Spariti 2 milioni di euro falsi

Il 6 novembre del 2013 i carabinieri di Piacenza arrestarono diciannove persone per associazione a delinquere finalizzata alla introduzione nello Stato e alla spendita di banconote falsificate.

Nelle maglie dell’accusa finirono anche commercianti, ristoratori, proprietari di locali notturni, i quali immettevano nel mercato ingenti somme di dollari falsi in mezzo al contante dei loro esercizi. Dollari di ottima fattura, realizzati partendo da biglietti veri da un dollaro e ristampati come cento. L’inchiesta fu condotta dal maggiore Rocco Papaleo, lo stesso ufficiale che ora è in servizio a Cremona e che nel mese di gennaio ha dato il via all’inchiesta sulla stazione Levante, consegnando i file con i racconti scioccanti dei confidenti dell’appuntato Giuseppe Montella e dei suoi colleghi.

Le banconote false furono portate nella caserma del Comando provinciale, in via Beverora, ma, improvvisamente, sparirono nel nulla. La notizia giunse alla Procura della Repubblica, che aprì una indagine che non portò a nulla. Il fascicolo contro ignoti fu archiviato e l’Arma azzerò la catena di comando. La vicenda rimase irrisolta e del denaro falso non si seppe più nulla.

Denuncia sparisce dalla questura

Nel frattempo vengono alla luce nuovi elementi su quello che accadeva all’interno della Caserma Levante e anche sulle coperture di cui i carabinieri potevano disporre.

La trans Francesca, infatti, ha dichiarato di essersi recata in questura dove ha denunciato un carabiniere che le chiedeva prestazioni sessuali approfittando della sua situazione di inferiorità. Anche la denuncia in questione è sparita allo stesso modo dei due milioni di dollari falsi.

Notti a base di sesso e droga

La trans Francesca ha anche parlato di scabrose notti a base di sesso e cocaina. Queste le parole con cui si è espressa la trans a La Stampa: “È iniziato tutto due anni fa e siamo andati avanti fino alla scorsa estate: grazie alla mia amica trans Nikita ho partecipato ad almeno quattro festini hard dentro la stazione di via Caccialupo.

Con molta discrezione, insieme ad altre prostitute, entravamo una alla volta, di notte: entravamo e i carabinieri ci sequestravano i cellulari per evitare di fare foto o video. A fornirci la droga era il maresciallo Orlando: la tirava fuori e la metteva su un piatto e tutti pippavamo cocaina. Mi ricordo che c’era un sacchetto con almeno mezzo chilo di roba. Mi trattavano come la regina di Monaco, avevano un debole per me che batto da 20 anni. Il maresciallo e gli altri carabinieri erano dei depravati, facevamo sesso di gruppo a go-go, fantasie erotiche molto spinte e cocaina senza fine. Andavamo avanti tutta la notte fino alle prime luci dell’alba. Per pagarci ci lasciavano prendere tutta la cocaina che volevamo dal sacchetto“.

Nata a Melito Porto Salvo (RC) nel 1982, si è laureata in Giurisprudenza nel 2011 presso l’università “Mediterranea” di Reggio Calabria e ha conseguito l’abilitazione forense nel 2016. Collabora con Notizie.it, Blasting News e alcuni blog di wine & food.


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Giuseppina Maria Rosaria Sgrò

Nata a Melito Porto Salvo (RC) nel 1982, si è laureata in Giurisprudenza nel 2011 presso l’università “Mediterranea” di Reggio Calabria e ha conseguito l’abilitazione forense nel 2016. Collabora con Notizie.it, Blasting News e alcuni blog di wine & food.

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